Borsa elettronica, troppi malfunzionamenti: la Sec vuole più regole

FINANZA

Aperta un'inchiesta sui guasti che riguardano le piattaforme: si teme l'infiltrazione da parte degli hacker

di Patrizia Licata
Le Borse sempre più hitech proccupano il regolatore americano. La Securities and Exchange Commission ha aperto un’inchiesta sui guasti informatici che possono verificarsi sui mercati elettronici, come il Nasdaq, per capire se vi siano controlli interni sufficienti, come riporta oggi il Financial Times. L’inchiesta è in mano a un’apposita divisione della Sec che si occupa di far rispettare la legge contro gli abusi di mercato (market abuse unit) e fa parte di una più vasta analisi che il regolatore sta conducendo sui mercati azionari dopo il “flash crash” dell’anno scorso (che ha sconvolto la Borsa di New York con un brusco calo, ed una brusca risalita, del Dow Jones il 6 maggio 2010) e i recenti tentativi di attacco hacker al Nasdaq.

La cosiddetta turbo-finanza, in cui si comprano e vendono titoli in frazioni di secondo, aumenta le opportunità di guadagno (per alcuni) ma moltiplica i rischi di perdite. L’entrata sul mercato degli investitori ultrarapidi preoccupa quindi le autorità, che temono l’abbandono da parte degli investitori tradizionali e soprattutto nuovi “flash crash”, che possono determinare preoccupanti vuoti di liquidità.

Il vero rischio non è di per sè la compravendita istantanea, ma il forte impiego della tecnologia, spiega Mary Shapiro, presidente della Sec, secondo cui “ormai, quasi tutti gli ordini vengono realizzati attraverso sistemi automatici e tecnologici”. La tecnologia infatti pervade il mercato su tre livelli: i software, che raccolgono miliardi di dati, li valutano e li processano; la rete, che permette di trasmettere in tutto il mondo le informazioni sui prodotti finanziari; e i modelli matematici, strumento indispensabile per la programmazione di un software e l’interpretazione dei dati raccolti.

Già a marzo la Schapiro aveva indicato che le Borse avevano bisogno di nuove regole per l’utilizzo delle tecnologie per “esigere da chi partecipa al mercato di soddisfare precisi standard sulla capacità, robustezza e sicurezza dei sistemi informatici”. La Sec teme che le Borse abbiano trascurato i controlli interni e dei rischi pur di sviluppare rapidamente piattaforme di trading innovative.

Secondo il Ft, sotto scrutinio da parte dei regolatori ci sarebbe in particolare il livello di compliance degli operatori di Borsa con le norme della Sec che esigono che i feeds sulle quotazioni siano consegnati a tutti gli investitori contemporaneamente. Gli investigatori della Sec starebbero anche valutando se gli operatori di Borsa no-profit seguono proprie regole e se le comunicano in modo trasparente al pubblico e se le Borse hanno sempre avvisato la Sec di eventuali modifiche sulle loro piattaforme. Né l’authority né le quattro principali Borse americane (Nasdaq, New York Stock Exchange, Bats Global Markets e Direct Edge) hanno per ora confermato queste indiscrezioni del Ft.

19 Maggio 2011