Merger & acquisition: si torna ai livelli del '99 grazie alle apps mobili

FENOMENI

Piccole società sviluppatrici di giochi e software per smartphone stanno progressivamente unendo le forze per essere più competitive e poter contare sulle economie di scala. Ma Google ci ha visto lungo: dal 2010 avviata maxi campagna shopping di small business innovativi

di Patrizia Licata
Le mobile apps muovono il mercato. Negli ultimi mesi si è registrato un forte aumento delle operazioni di merger and acquisition tra le aziende che producono giochi e altri software per smartphone. Il trend, secondo un commento pubblicato oggi dal Wall Street Journal, sta cominciando a modificare l’ecosistema delle apps. Oggi sono disponibili oltre 500.000 appplicazioni mobili sui negozi online di Apple e Google e per le piccole società è sempre più difficile farsi avanti. Al tempo stesso, le grandi aziende hitech vogliono ritagliarsi di maggiore peso sul mercato mobile, perché gli utenti trascorrono sempre più tempo sugli smartphone.

“Gli incumbent sanno che il mobile è la grande scommessa dei prossimi dieci anni e che devono acquistare asset e talenti in questo mercato fin da oggi per potersi conquistare uno spazio”, afferma Matt Murphy, partner della Kleiner Perkins Caufield & Byers. "Solo una ristretta minoranza salirà al ruolo di leader".

Nel 2010, ci sono state 66 acquisizioni che hanno riguardato aziende delle applicazioni mobili, contro 46 del 2009, rivela la società di ricerche Rutberg & Co. Nel 2011, il ritmo sembra ancora più veloce, con 38 accordi già conclusi nei primi quattro mesi, contro 21 dei primi quattro mesi di un anno fa. La maggior parte delle operazioni è stata di “piccolo taglio”, sotto i 100 milioni di dollari, ma alcune sono state valutate tra 100 e 500 milioni.

“Siamo tornati ai livelli del 1999”, afferma Rajeev Chand, capo della ricerca di Rutberg, secondo cui nei prossimi due anni il numero di accordi valutati oltre i 100 milioni di dollari salirà nettamente. “E ora aspettiamo di vedere quanti big vorranno entrare in questo mercato”.

Gran parte dell’attività si registra nel segmento dei giochi, la categoria più grande all’interno delle apps e anche la più competitiva. Lo sviluppatore di videogame Electronic Arts ha calcolato che il numero di società che pubblica giochi sull’ iTunes App Store di Apple è cresciuto da 11.000 l’anno scorso a 16.700 quest’anno e il numero totale di giochi è aumentato del 49% a 51.518.

Proprio Ea si è data da fare nello shopping per potenziare il suo portafoglio di giochi, acquisendo di recente lo sviluppatore australiano Firemint, la Mobile Post Production e Chillingo. Nel 2009 aveva comprato la società dei social games PlayFish per 275 milioni di dollari.

A sua volta, la società giapponese del social-gaming mobile Gree ha acquisito lo scorso mese OpenFeint, che gestisce una rete di social-gaming per i device mobili di Apple e per i cellulari Android, un’operazione da 104 milioni di dollari. Un’altra giapponese, la Ngmoco, ha comprato a ottobre la DeNa per 400 milioni di dollari, uno degli accordi di maggior valore sul mercato dei giochi. Anche Zynga è stata molto attiva nello shopping, avendo acquisito sei società del mobile-gaming da gennaio 2010.

"L’attuale ecosistema mobile è estremamente frammentato, con molti sviluppatori che costruiscono apps attraverso piattaforme diverse”, spiega David Ko, senior vice president of mobile di Zynga. "Man mano che il mercato evolve, assisteremo a un certo consolidamento”.

Anche Google ha comprato diverse piccole società delle applicazioni: otto da gennaio 2010, tanto da essere leader nelle M&A del settore app, secondo Rutberg.

Da parte loro, molti piccoli sviluppatori cercano il merger con i concorrenti per accrescere le loro capacità. La start-up di New York GroupMe ha comprato un piccolo sviluppatore di app per BlackBerry, Sensobi, all’inizio del mese; l’azienda hitech del Colorato, Occipital, è in trattative per acquisire Snapture Labs, che fa applicazioni per iPhone. L’accordo moltiplicherà i clienti ma creerà anche delle economie di scala, sottolinea il co-fondatore di Occipital Jeff Powers: "Il livello della competizione si è molto alzato, sviluppare apps di qualità richiede molto lavoro e risorse e i costi si sono più che raddoppiati rispetto a quando una buona app si poteva fare con qualche decina di migliaia di dollari”.

19 Maggio 2011