Banda larga, nessuna vacanza regolatoria per Deutsche Telekom

GERMANIA

La Germania modifica la legge e la Commissione europea chiude la procedura di infrazione: garantita la piena competizione fra gli operatori

di Patrizia Licata
Più scelta, più concorrenza sui prezzi: così l’offerta per l’accesso a Internet sulla banda larga per i consumatori tedeschi grazie all’intervento dell’Unione europea che ha obbligato il governo tedesco ad adeguarsi alla normativa Ue e a eliminare le protezioni dalla concorrenza sul mercato broadband per il colosso nazionale Deutsche Telekom. La Commissione europea spiega che la legge tedesca, se applicata secondo la formulazione originale, avrebbe reso difficile per gli operatori telecom competere su questo mercato.

La Commissione ha chiuso anche un secondo caso di infrazione contro la Germania riguardante le restrizioni sulle tecnologie che si possono utilizzare per la banda di frequenza radio dei 2.6 Ghz. Dopo l’intervento dell’Ue, la Germania ha aperto le frequenze a tutti i sistemi wireless compatibili che forniscono servizi di telecomunicazione, quindi non solo mobili ma anche fissi.

La prima procedura di infrazione contro la Germania era stata aperta dalla Commissione nel 2007 perché gli emendamenti proposti alla legge tedesca sulle telecomunicazioni garantiva di fatto l’esenzione per la rete di accesso a Internet veloce di Deutsche Telekom da qualunque misura presa dal regolatore per promuovere la concorrenza sul mercato broadband. A dicembre 2009 la Corte di Giustizia Ue ha confermato la posizione della Commissione secondo cui la nuova legge tedesca limitava i poteri discrezionali del regolatore telecom nazionale ed era in contravvenzione con le norme Ue. La Corte ha anche confermato che i concorrenti, esistenti e potenziali, dell’incumbent erano posti in una situazione di svantaggio.

Di fatto, dunque, per la procedura di infrazione aperta, quella legge non è mai entrata in vigore, ma se così fosse stato, l’Ue è convinta che i consumatori tedeschi avrebbero avuto meno scelta e prezzi più alti nelle offerte di Internet broadband. La legge è stata modificata ad aprile 2011, portando la Commissione a chiudere il caso.

La posizione della Commissione Ue, come dimostrata da questa vicenda, è che i Paesi-membro non possono concedere esenzioni dalla concorrenza agli operatori telecom che investono nelle reti broadband. La Recommendation on Next generation access (Nga) networks della Commissione, adottata a settembre 2010, fornisce chiare indicazioni alle autorità telecom dei Paesi Ue su come dovrebbero regolare l’accesso competitivo delle terze parti alle reti in fibra ultra-veloci. La Raccomandazione, parte di un pacchetto di misure sulla banda larga presentate dalla Commissione, vuole assicurare un equilibrio appropriato tra la necessità di incoraggiare gli investimenti, come sancito anche nella Digital Agenda for Europe, e quella di salvaguardare la concorrenza.

Quanto al secondo caso di infrazione contro la Germania, è stato aperto dalla Commissione a ottobre 2009 per la non corretta implementazione della Commission Decision 2008/477/Ec che armonizza la banda di frequenza 2.6 GHz. Secondo la Commissione, il piano per l’assegnazione della frequenza in Germania limitava l’uso della banda al solo “servizio mobile” creando così un ostacolo alla realizzazione di servizi pan-europei di wireless broadband.

Le regole dell’Ue stabiliscono infatti che questa banda possa essere utilizzata per i sistemi terrestri che forniscono ogni genere di servizio di telecomunicazione, quindi sia mobili che fissi. Qualunque tecnologia può essere usata per fornire il servizio purché il servizio stesso rispetti alcuni requisiti tecnici e non interferisca con le reti confinanti. Il caso è stato chiuso perché la norma tedesca sulla banda dei 2.6 GHz è stata modificata e oggi sia i servizi di banda larga wireless mobili che fissi possono usare queste frequenze. Ancora una volta la Commissione sottolinea che i consumatori saranno avvantaggiati da una possibilità di scelta più ampia.

20 Maggio 2011