In sciopero i lavoratori Vodafone. L'azienda: "Pronti al confronto"

SINDACALE

Secondo i sindacati elevata l'adesione alla mobilitazione contro la cessione di 335 addetti alla rete ad Ericsson. La società capitanata da Bertoluzzo: "Disponibili al dialogo per definire le migliori condizioni di trasferimento"

di Federica Meta
Giornata di mobilitazione per i lavoratori della rete di Vodafone che oggi hanno scioperato contro la cessione di 335 lavoratori della rete ad Ericsson. Lo sciopero indetto dalla Slc- Cgil, dalla Fistel-Cisl e dalla Uilcom-Uil ha registrato - stando ai numeri diffusi dai sindacati - alte adesioni (superiori all’80% nella rete e oltre il 60% nei customer, con punte del 100% e del 90% a Bologna e Catania).
Vodafone dal canto suo fa sapere, tramite una nota di essere disposta "a riprendere il confronto con le organizzazioni sindacali per poter definire le migliori condizioni di trasferimento del ramo".

"Vodafone - spiega l'operatore in una nota - ha concluso la procedura di consultazione sindacale, congiuntamente con la società Ericsson, per la cessione del ramo di azienda Field Operations che riguarda 335 professionisti che si occupano dei servizi di manutenzione operativa della rete".

Secondo la società "la collaborazione con Ericsson, permetterà di migliorare la performance e l'efficienza delle attività di manutenzione della rete sul territorio, e di valorizzare le attività e le professionalità distintive delle persone in un’azienda che fa di questi servizi, per i quali da parte di Vodafone non è prevista alcuna riduzione di investimento, il proprio business".

"La proprietà, lo sviluppo e la gestione della rete continuano ad essere elementi fondamentali della strategia di Vodafone in Italia - ricorda Vodafone - come dimostra il piano di investimenti da oltre 1 miliardo di euro annunciato ad ottobre 2010 e finalizzato ad estendere la copertura della banda larga via radio in tutta Italia ed includere con il progetto 1000 Comuni la copertura del 12% della popolazione in divario digitale".
A questi si sommano gli investimenti in risorse e tecnologia sulla rete fissa negli ultimi tre anni per oltre 1 miliardo e mezzo di euro.

"Attenzione alle persone, servizio al Cliente, sviluppo della rete, ed efficienza operativa sono e rimangono i pilastri della strategia di Vodafone Italia -conclude la nota - garantendo uno sviluppo solido e sostenibile dell’azienda nel prossimo futuro, mantenendo stabili gli attuali livelli di investimenti, senza pregiudicare l'occupazione, e valorizzando lo sviluppo delle competenze nel mercato del lavoro.‪‪"

Dopo il successo della mobilitazione di oggi Alessandro Genovesi, segretario nazionale Slc-Cgil ha voluto ribadire l'obiettivo delle proteste. "Dobbiamo costringere l’azienda ad una trattativa che non sia finta, ma reale, a tutela di tutti i lavoratori”.

“Le ragioni del sindacato e dei lavoratori sono oggi più forti – conclude Genovesi – e l’azienda dovrà tenerne conto, senza nascondersi dietro facili proclami, belle parole e atteggiamenti ambigui. Ora sta all’azienda dimostrare le sue reali intenzioni, noi da parte nostre difenderemo le ragioni dei lavoratori fino in fondo, continuando a costruire con loro la vertenza e lasciando a loro l’ultima parola”.

La giornata di protesta è stata indetta unitariamente da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil contro la cessione degli oltre 300 lavoratori della rete a Ericsson, e per avere "garanzie sullo sviluppo industriale e sul perimetro occupazionale di un'azienda che, rinunciando a customer e rete come propri core business, rischia di ridursi ad un marchio vuoto", fanno sapere i sindacati.

Fino al 25 maggio proseguirà lo sciopero delle prestazioni straordinarie, del lavoro programmato e della reperibilità, per tutti i lavoratori della rete Vodafone. "I lavoratori – spiega la Slc Cgil - si stanno mobilitando per ottenere garanzie e tutele non solo per i lavoratori della rete, ma per tutti i lavoratori dell'azienda, sapendo che la vertenza sarà lunga e complicata. Vodafone, da un lato, è impegnata per la costruzione della rete di nuova generazione, dall'altro smantella settori che hanno reso ricca l'azienda stessa, radicandola fortemente in Italia. E' lecito chiedersi in cosa si stia trasformando, da azienda di Tlc qual è".

20 Maggio 2011