Videoconferenza, decolla il mercato europeo

L'ANALISI

Frost & Sullivan: nel 2010 ha registrato una crescita del 20% a 518 milioni di dollari il giro d'affari legato alle soluzioni per le conferenze a distanza. Ma la carenza di banda può rallentarne l'adozione

di Patrizia Licata
Meno viaggi, più video: cresce così tra le aziende europee la videoconferenza, secondo l’ultimo studio di Frost & Sullivan, che ha calcolato un incremento del fatturato del 20% nel 2010 per un totale di 518 milioni di dollari. “A causa dei budget ristretti, che portano a ridurre i viaggi di lavoro e gli incontri tra persone, le aziende cercano strumenti alternativi che consentano di costruire e consolidare i rapporti d’affari, risparmiando tempo e denaro. Il videoconferencing è l'ideale”, si legge nella ricerca. “Nei prossimi anni, le entrate generate da questo mercato cresceranno ancora grazie a nuove adozioni della videoconferenza come parte di soluzioni di unified communication e all’aumento della penetrazione tra le pmi”.

Ma non è solo la necessità di risparmiare, pur facendo incontrare – anche se solo via video – le persone, a guidare il mercato: “Le politiche sempre più severe del Parlamento Ue sulla protezione dell’ambiente e le emissioni di CO2 spingeranno un numero crescente di aziende ad adottare questa soluzione green", spiega l’analista di Frost & Sullivan, Iwona Petruczynik. Che sottolinea che adottare la videoconferenza come alternativa ai viaggi permette anche di non perdere preziose ore lavorative, accelera il processo decisionale e consente a gruppi di lavoro sparsi per il mondo di collaborare più efficacemente.

“Anche le scuole possono usare la videoconferenza per l’insegnamento a distanza e i medici per partecipare a diagnosi e consulti per pazienti anche molto lontani”, aggiunge la Petruczynik. Resta difficile per le aziende però capire quali saranno i ritorni sull’investimento di un apparato di videoconferenza o di una soluzione di comunicazione unificata e questo può rallentare l’adozione, insieme alle resistenze di parte del personale, non abituato all’interazione via video, chiarisce l’analista. Un altro ostacolo è la carenza di banda per la connessione.

Ciononostante, il videoconferecing continuerà a diffondersi in Europa nei prossimi anni, anche con la comparsa di nuovi sistemi che rendono l’esperienza d’uso sempre più soddisfacente. I vendor "stanno risolvendo i problemi di security e la qualità del servizio continua a migliorare”, sottolinea la Petruczynik. "Intanto le iniziative di vendor e clienti in settori verticali come la pubblica amministrazione e la sanità amplieranno ulteriormente la base di utenti”.

24 Maggio 2011