Lte, in Australia via ai test in quattro città

4G MOBILE

Il Paese spinge sulla quarta generazione, ma secondo un'indagine di Market Clarity il broadband mobile è troppo caro. Come riusciranno i carrier a fare profitti quando gli utenti chiedono una decurtazione sensibile delle tariffe?

di Patrizia Licata
La banda larga mobile costa troppo. E non è un modo di dire: la società di ricerche Market Clarity ha calcolato che il mobile broadband in Australia può costare fino a 1.333 volte più del broadband fisso per ogni Gb di dati scaricati. L’introduzione nel 2010 di tetti molto alti nei piani tariffari del broadband fisso (fino a 1 Terabyte al mese di download) non ha fatto che allargare la forbice dei prezzi, secondo gli analisti.

Il dato, contenuto nel nuovo Cost of mobility report, è stato ottenuto studiando le tariffe attuali di Telstra, Optus, Vodafone e 3 di Hutchison in Australia e mettendo a confronto il prezzo più basso per Gb offerto nei piani tariffari per la banda larga fissa e il prezzo più alto per Gb imposto nei piani per la banda larga mobile.

“Può sembrare naturale che la mobilità costi di più del servizio di banda larga fissa, ma è scioccante vedere quanto di più”, affermano gli analisti. Dati alla mano, a marzo 2011 il prezzo minimo post-pagato (con contratti da 12 a 24 mesi) del mobile broadband per Gb è di 1,66 dollari, il prezzo medio è di 5,27 dollari e il prezzo massimo arriva a 24,88. Sfavoriti i clienti pre-pagati del mobile broadband (senza contratto): si va da un minimo di 9,67 dollari per Gb, a una media di 16,67 fino a un massimo di 80 dollari.

“Ma il gap tra clienti post-pagati e pre-pagati sembra insignificante se confrontato con la forbice con i clienti della banda larga fissa”, continua il report, dove si legge che il prezzo minimo per l’Adsl è di 0,06 dollari per Gb, la media è di 0,30 dollari e il massimo 9,98 dollari.

“Gli operatori di rete continueranno a ricevere pressioni dai loro shareholder per accrescere i guadagni che realizzano dai servizi broadband e risolvere il conflitto tra la necessità di soddisfare le aspettative dell’utente di avere servizi sempre più veloci e il pesante costo dell’aggiornamento delle reti”, spiega Market Clarity. “Si apre così un vero dilemma, perché le tariffe della banda larga fissa continuano a scendere e la capacità dati aumenta, per cui l’utente si aspetta lo stesso sul mobile”.

I fattori in gioco rischiano di essere ulteriormente modificati con l’arrivo della nuova rete di ultra-broadband che il governo australiano sta costruendo (la Nbn); intanto il principale operatore australiano, Telstra, ha attivato, per ora solo per i test, i servizi mobili 4G (Lte) in quattro aree metropolitane (Sydney, Melbourne, Perth e Brisbane), confermando che saranno commercialmente disponibili entro fine anno.

"Si tratta dei primi test in Australia su una rete integrata che usa lo spettro dei 1800MHz e l’inizio della nostra fase di roll-out”, ha affermato Mike Wright, executive director delle network and access technologies di Telstra. Chi possiede modem e cellulari compatibili con la frequenza dei 1800 MHz può già usarli, gli altri dovranno aspettare una più ampia disponibilità di device compatibili.

Anche le concorrenti Optus e Vodafone Hutchison Australia hanno in programma il lancio di servizi Lte nella banda dei 1800MHz, ma non hanno stabilito alcuna data. “Molti carrier aspettano a investire pesantemente nell’Lte e cercano invece di trarre il massimo dalle reti 3G esistenti su cui hanno speso molto”, spiega il senior analyst di BBY, Mark McDonnell. "I costi del 4G sono alti e gli operatori dovrano anche comprare altro spettro nei prossimi anni”.

25 Maggio 2011