Il Governo accelera sull'asta Lte ma pesa l'incognita tivù locali

VERSO LA GARA

Il ministero dell'Economia punta a chiudere all'inizio di agosto l'iter della gara che dovrà portare 2,4 miliardi nella casse dello Stato. Resta il nodo dell'indennizzo per le emittenti "sfrattate"

di P.A.
La gara per le frequenze Lte da 2,4 miliardi potrebbe tagliare il traguardo in extremis. E’ quanto scrive oggi il Sole 24 Ore spiegando che secondo l’ultima tabella di marcia che sarebbe stata stilata dai tecnici del Governo, l’asta dovrebbe tenersi agli inizi di agosto nonostante i forti timori degli operatori di tlc che saranno chiamati ad investire per risorse ancora occupate dalle tv locali.

Se non ci saranno slittamenti della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del regolamento Agcom (che dovrebbe avvenire venerdì prossimo) il d-day potrebbe essere l’8 o 9 agosto prossimi. A seguire occorrerà circa un mese per completare tutte le procedure di aggiudicazione in tempo utile affinché gli introiti dell'assegnazione, stimati in 2,4 miliardi di euro, siano versati all'entrata del bilancio dello Stato entro il prossimo 30 settembre.

La legge di stabilità prevede un compenso di 240 milioni di euro per tivù locali "sfrattate" dalle frequenze destinate all'asta Lte. Ma le emittenti chiedono il triplo, per garantire che non bloccheranno l'iter di gara con una valanga di ricorsi. Ieri il tema è stato al centro del Radiotv Forum di Aeranti-Corallo, che rappresenta circa 600 emittenti locali nazionali.

Se da un alto il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò auspica di incrementare l'indennizzo per le tivù locali, dall'altro il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani apre alla possibilità di concedere il 10% dei proventi dell'asta anche in caso di maggiori introiti, rispetto ai 2,4 miliardi messi in preventivo. Ma Romani considera troppi i 720 milioni chiesti dalle tivù locali.

25 Maggio 2011