Attacco alla Lockheed, interviene la Homeland Security

SECURITY

Violati i token per l'accesso da remoto alle reti informatiche del colosso della difesa americano, che solo nei giorni scorsi ha rivelato di aver subìto un "significativo e tenace" cyber-attacco

di Patrizia Licata
L'attacco alle reti It del più grande gruppo mondiale della difesa e primo fornitore del Pentagono, la Lockheed Martin, colpita dai pirati informatici il 21 maggio, spinge le agenzie federali Usa a intervenire in prima persona per valutare i danni e scongiurare ulteriori rischi. Il dipartimento della Sicurezza nazionale (Homeland security) ha fatto sapere di essere "a conoscenza dell’incidente e dell'impatto” sulla Lockheed e, insieme al dipartimento della Difesa, si è offerto di aiutare a “determinare la portata dell’episodio e a realizzare un’analisi dei dati disponibili allo scopo di fornire raccomandazioni per limitare ulteriori rischi”, come dichiarato da Chris Ortman, portavoce dell’agenzia.

L’impatto sulle forze militari “è minimo e non ci aspettiamo alcuna conseguenza”, ha fatto sapere da parte sua il tenente colonnello April Cunningham, portavoce dell’Esercito americano.

Il colosso della difesa Usa, con sede a Bethesda, nel Maryland, ha ammesso, dopo le prime notizie trapelate tramite l'agenzia Reuters, che il “significativo e tenace" cyber-attacco che ha colpito l’azienda il 21 maggio è stato solo l'ultimo in ordine di tempo di una lunga serie. "Il fatto è che nella nuova realtà dominata da Internet siamo stati frequentemente attaccati da avversari da tutte le parti del mondo", ha spiegato Sondra Barbour, responsabile della comunicazione della Lockheed-Martin in una nota agli impiegati. L’attacco, ha però aggiunto l’azienda, è stato individuato “quasi immediatamente” e nessun dato dei clienti, programmi o dipendenti è stato compromesso o perduto. “Il danno è minimo”, ha confermato il portavoce della Casa Bianca Jay Carney.

L’intrusione riportata coinvolgerebbe, secondo il New York Times, l’utilizzo dei token SecurID di Rsa, filiale della Emc, impiegati dai dipendenti della Lockheed per accedere da remoto alla rete aziendale. Il sistema era già stato oggetto di attacco a marzo e infatti la Rsa aveva innalzato le barriere di protezione per i suoi clienti, Lockheed compresa, ma, evidentemente, non ancora a sufficienza per i potenti mezzi dei pirati informatici.

30 Maggio 2011