Australia, il governo stanzia 70 milioni per la digital economy

POLITICHE

Il Paese mira a posizionarsi fra le prime cinque economie digitali entro il 2020. La nuova iniezione di risorse sarà funzionale al progetto ultrabroadband

di Patrizia Licata
Il governo australiano spinge sull’economia digitale, disegnando una vera Digital economy strategy, funzionale al piano nazionale per la realizzazione della rete di ultra-banda larga. Il progetto per la National broadband network (Nbn), come noto, richiederà una spesa di ben 36 miliardi di dollari, ma intanto l'esecutivo guidato da Julia Gillard mette a disposizione un utile pacchetto di 70 milioni per promuovere l’economia di Internet.

Come annunciato dal ministro delle Comunicazioni Stephen Conroy all’apertura del CeBIT a Sydney, il pacchetto si compone di alcuni elementi chiave, tra cui 23,8 milioni di dollari per lo sviluppo delle comunità digitali, 12,4 milioni distribuiti nell’arco di tre anni per promuovere l’uso di Internet fra le imprese, 27,2 milioni in quattro anni per colmare la carenza di personale It qualificato e 3,5 milioni per un progetto pilota sull’e-health a Townsville.

Conroy ha spiegato che l'Australia è indietro a Stati Uniti e Gran Bretagna per quanto riguarda l’utilizzo di Internet da parte delle aziende. Scopo del governo è invece portare il Paese tra le prime cinque economie digitali del mondo nella classfica Ocse entro il 2020. Tra gli obiettivi c’è anche quello di diffondere il telelavoro, una modo di lavorare flessibile che dovrà essere adottato dal 12% degli australiani di qui a dieci anni.

Il ministro delle Comunicazioni e senatore australiano ha anche rivelato che il 26% degli australiani ancora non usa Internet. "Se vogliamo far sì che tutte le famiglie e le imprese australiane godano dei benefici della digital economy resa possibile dalla rete di ultra-banda larga della Nbn, se vogliamo che questa rete migliori effettivamente il livello della nostra assistenza sanitaria e della formazione scolatica, allora il governo e l’industria dovranno rendere disponibili, familiari e semplici da usare gli strumenti che consentono a tutta la popolazione di partecipare alla digital economy”, ha concluso Conroy.

31 Maggio 2011