France Telecom pronta a un accordo con Google

STRATEGIE

Colloqui in corso tra Stephane Richard e Larry Page. Sul tavolo la possibilità di tariffe differenziate in base all'utilizzo e una condivisione delle revenue dagli abbonamenti premium

di Patrizia Licata
Se non puoi combatterli, fatteli amici. Il vecchio adagio torna d’attualità per France Telecom, che si è dichiarata pronta ad allearsi con Google e gli altri player di Internet e discutere insieme nuovi modi di generare e condividere i guadagni.

Come riporta l’agenzia di stampa Reuters, l’amministratore delegato del colosso francese delle telecomunicazioni, Stephane Richard, ha anticipato in un incontro con gli investitori che France Telecom potrebbe annunciare qualche importante partnership con le Internet companies della Silicon Valley già nelle prossime settimane.

Ai giornalisti Richard ha rivelato di aver discusso con Google la possibilità di aumentare la segmentazione dell’accesso alle reti telecom, proponendo delle tariffe più alte a quegli utenti che vogliono un servizio di maggiore qualità, per esempio una connessione più stabile o più veloce.

In uno scenario del genere, le due aziende partner – la telco e la Internet company, per esempio (in via del tutto ipotetica) Ft e Google – potrebbero dividersi le revenues extra generate tramite la differenziazione dei livelli di servizio. “Larry Page mi ha detto di essere aperto a una possibilità del genere e disposto ad aprire una trattativa”, ha affermato Richard riferendosi al suo incontro con il co-fondatore di Google.

Come noto, France Telecom – e tutte le telco – devono fronteggiare il forte aumento del traffico sulle loro reti mobili, determinato dalla popolarità degli smartphone e dall’utilizzo di video e navigazione Internet dai cellulari. Questa crescita esponenziale del traffico dati non ha però generato un analogo boom dei guadagni. Dopo aver più volte attaccato le aziende del web perché sfruttano le infrastrutture delle telco senza doversi occupare di investimenti, Richard è pronto a una tregua - purché i guadagni vengano divisi per due e non finiscano tutti nelle casse dei big di Internet.

03 Giugno 2011