Gmail violata dalla Cina. Clinton: "Siamo preoccupati"

CYBERCRIME

Google accusa: gli attacchi hacker ai danni del sistema di posta elettronica sono partiti dal Paese asiatico. In allarme il dipartimento di Stato Usa

di Patrizia Licata
Per il segretario di Stato americano Hillary Clinton le accuse di Google alla Cina di essere l’origine degli attacchi hacker al suo programma di posta sono da prendersi “molto seriamente”, nonostante le autorità cinesi abbiano negato ogni coinvolgimento.

Nei giorni scorsi Google ha detto di aver scoperto una vera campagna organizzata dall’interno della Cina per spiare le e-mail di alti rappresentanti del governo americano, funzionari sud-coreani e altri utenti del servizio Gmail.

“Queste accuse sono molto gravi, pur se andranno provate”, ha dichiarato la Clinton, aggiungendo che gli Stati Uniti sono “molto preoccupati dalla rivelazione di una campagna che Google ritiene originata in Cina per carpire le password di persone che possiedono un account Gmail”.

Come riportato oggi dal Financial Times, Mountain View ha informato il dipartimento di Stato della sua scoperta prima ancora di dare la notizia alla stampa. Tuttavia la Casa Bianca, che sta cercando di migliorare le sue relazioni con la Cina, non ha ancora portato la questione ufficialmente all’attenzione di Pechino e per ora ha fatto sapere di non essere a conoscenza di funzionari del governo che hanno subito intrusioni nei loro account di posta.

L’indagine, ancora alle prime mosse, è in mano alla Fbi, che ha sta attivamente “collaborando con Google”. Pechino intanto respinge ogni accusa: “Imputare queste intrusioni alla Cina è inaccettabile”, ha affermato Hong Lei, portavoce del ministro degli Esteri.

L’affermazione di Google secondo cui gli attacchi al suo servizio Gmail abbiano avuto origine da Jinan, in Cina, è una pesante accusa contro le intrusioni Internet cinesi, ma non la prima: come noto, lo scorso anno Big G aveva puntato il dito contro la Cina per un analogo episodio di violazione della sua e-mail. Stavolta si tratterebbe di attacchi di phishing o tecniche simili che ingannano gli utenti e li inducono a rivelare la password per accedere al loro account.

Il dipartimento di Stato americano ha comunque attenuato i toni riconoscendo che questi attacchi non sono necessariamente guidati da uno Stato. Pechino ne è convinta: “L'hacking è un problema internazionale di cui anche la Cina è vittima", ha detto Hong. “Le accuse di un presunto supporto cinese agli hacker sono infondate e evidentemente nascondono altri fini”.

03 Giugno 2011