Bessada, Wind pronta allo shopping in Italia

ACQUISIZIONI IN VISTA

L'amministratore delegato conferma la centralità del nostro paese nei piani di Vimpelcom e non smentisce l'interesse verso potenziali prede come Fastweb, Tiscali, Tre e Bt. Sul piatto budget di un miliardo all'anno per le frequenze Lte e la rete Ngn

di P.A.
"Il consolidamento sarà inevitabile e noi siamo interessati a tutto ciò che è in vendita”. Lo afferma al Corriere della Sera di ieri, Ossama Bessada, nuovo amministratore delegato di Wind e responsabile per Europa e Nord America di Vimpelcom.

Con l’arrivo di Vimpelcom, sesto operatore mondiale, la società telefonica nata da una costola dell’Enel, poi passata alla Orascom di Naguib Sawiris e ora ai russi, è pronta per una nuova stagione. "La differenza sostanziale è che ora facciamo parte di un gruppo, Vimpelcom, che ha un livello di indebitamento molto basso ed è forte - dice Bessada - e noi per i prossimi sei anni non abbiamo scadenze. La prima è nel 2017".

Il manager egiziano è pronto quindi ad aggredire il mercato con la sicurezza di avere le spalle coperte. E l’Italia, garantisce, "ha un posto molto importante nell’agenda di Vimpelcom: Wind rappresenta un terzo del valore del gruppo e siamo percepiti come un centro di eccellenza nella telefonia mobile e nel broadband".

L’Italia ha anche un discreto peso sul bilancio della casa madre, che a giudicare dall’andamento di questi primi sei mesi "sarà sempre più importante - garantisce il manager - Il primo trimestre è stato molto buono, il secondo come avevamo previsto: continuiamo a crescere anche se a un ritmo più lento. Il mercato si sta facendo più duro. Ma sui clienti di fascia alta e nella trasmissione dati abbiamo registrato un aumento del 50% e il postpay è raddoppiato".

Anche in termini di opportunità, l’Italia ha una forte valenza strategica, "da questo punto di vista le cose non sono cambiate: restiamo italiani. E’ vero che c’è stato un passaggio di controllo ma c’è continuità dovuta al fatto che uno degli azionisti di Vimpelcom è Sawiris”.

"Il mercato italiano è molto frammentato e la spesa per singolo cliente sta scendendo - spiega il numero uno di Wind - I grandi operatori tengono ma per i piccoli non vedo spazio. Servirà sempre di più fare economia di scala e quindi fondersi". Il manager è pronto. Voci sul mercato ne stanno girando: Fastweb, Tiscali, Tre, Bt, sarebbero tutte nel mirino di Vimpelcom-Wind. "Non faccio nomi. Posso solo dire che siamo interessati a tutto ciò che ci consente di fare sinergie al giusto valore".

Al momento, tuttavia, non è stato ancora definito un budget per le acquisizioni. Bessada conferma che Wind intende investire "un miliardo di euro l’anno, come abbiamo fatto finora, al netto delle acquisizioni, dell’esborso per l’acquisto delle frequenze mobili che andranno all’asta e degli eventuali investimenti nell'Ngn".

Due dossier, questi ultimi, che stanno in cima all’agenda del numero uno di Wind. "Noi potremmo stare ancora tre anni senza altre frequenze - spiega - ma l’asta c’è adesso e quindi dobbiamo anticipare. Non c’è alternativa: è impossibile installare nuove torri e il percorso per costruire una rete qui è tra i più complessi d’Europa. Servono regole semplici che aiutino a espandere le infrastrutture. Sarà importante anche la formula di pagamento delle frequenze perché per poterle utilizzare in maniera efficiente servono almeno cinque anni: dipende dalla burocrazia ma soprattutto dalla disponibilità di apparati, dal mercato".

L’altro capitolo è quello della Ngn. "Nessuno può forzare Telecom a fare un progetto congiunto, loro hanno i loro piani", ammette Bessada. "Certo la sua presenza aumenterebbe l’efficienza per tutti, ma possiamo farla anche da soli. Attualmente ci sono più tavoli aperti, con l’Agcom, con il ministro Romani. Ma la cosa migliore sarebbe realizzare la rete tutti insieme". Un auspicio che somiglia molto ad un invito: "Di certo non potremmo accettare di essere semplici rivenditori sulla fibra di Telecom", precisa il manager. Una possibilità poteva essere Metroweb, per la quale Wind aveva presentato un’offerta insieme a Vodafone e Clessidra, alla quale è stata però preferita quella di F2i. A cui si vorrebbe aggregare Fastweb con una quota di minoranza. L’Ngn potrebbe pure partire da qui, da Metroweb. Wind sarebbe disponibile? "Sì, ci interessa, in quest’ottica siamo pronti a investire", conclude.

06 Giugno 2011