Agcom: scioperano i dipendenti. Ma L'Authority non ci sta: norme rispettate

AGCOM

Lavoratori in piazza il 14 giugno, in concomitanza con la presentazione della relazione annuale al Parlamento da parte del presidente Corrado Calabro. Nel mirino le politiche dell'ente su consulenze e trasferimenti. I sindacati scrivono a Napolitano e accusano: "Vergognosa la replica di Calabrò"

di Federica Meta
È scontro tra sindacati e Agcom sullo sciopero indetto dai lavoratori per il prossimo 14 giugno - giorno della relazione annuale al Parlamento del presidente dell'authority, Corrado Calabrò - per protestare contro le politiche messe in campo dall'ente su retribuzioni e trasferimenti.
“L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in relazione a quanto sostenuto in una nota da alcune sigle sindacali – si legge una nota - respinge affermazioni che non corrispondono in alcun modo alla realtà dei fatti.

"In questi anni i dipendenti dell’Agcom hanno avuto molto sia sul piano dei trattamenti economici sia su quello degli istituti giuridici - prosegue nella - Esiste però un limite che non è consentito oltrepassare, tanto più in una situazione nella quale, in Italia, a tutti - e in primo luogo ai dipendenti pubblici - sono richiesti moderazione e comportamenti conseguenti: quello della legge. L’Agcom, nei suoi atti, si è mossa e continuerà a muoversi in linea con quanto le norme prescrivono, senza derogare ai vincoli imposti a tutte le amministrazioni pubbliche in tema di retribuzioni e di rigore di bilancio”.

Per tutta risposta i sindacati (Falbi-Confsal; Fiba-Cisl, Uilca-Uil e Sibc-Fisav) hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per rivendicare la legittimità della mobilitazione.
I sindacati - spiega una nota ritengono "vergognosa la replica del Presidente Calabrò al comunicato diffuso dalle stesse nella giornata di ieri sulle motivazioni circostanziate che stanno alla base dello sciopero indetto per il 14 giugno pv. e della manifestazione davanti alla Camera dei Deputati in occasione della Relazione Annuale al Parlamento. Parole, quelle di Calabrò, lesive della dignità di ciascun lavoratore dell’Agcom che non è certo mosso da ingordigia, ma da grandissimo senso di responsabilità e spirito di servizio nei confronti dei concittadini italiani".

"In questo senso, vista la gravità dei comportamenti dell’Agcom, ribadendo il carattere prettamente istituzionale e per il rispetto delle regole dello sciopero del 14 giugno - proseguono i sindacati -  le scriventi OO.SS hanno ritenuto opportuno coinvolgere direttamente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quale massimo garante di tutti i cittadini italiani e delle Istituzioni nazionali. Al Presidente Napolitano, in una lettera del 26 maggio scorso, è stato richiesto un intervento a tutela dell’Indipendenza della nostra Autorità, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria, ribadendo a più riprese che noi dipendenti Agcom siamo i primi a difendere l’autonomia e la reputazione della nostra Autorità, consci dell’importante ruolo regolamentare e di arbitro che la stessa ricopre in un settore strategico e continuamente in evoluzione come quello delle comunicazioni elettroniche".

Con lo sciopero i sindacati contestano in particolare il documento interno con cui l'amministrazione "mette in discussione il senso di responsabilità istituzionale" delle organizzazioni sindacali. Questa comunicazione costituirebbe "un chiaro ulteriore atto ostile di Calabrò nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori che non ha precedenti nel mondo sindacale".

Nel mirino dei sindacati anche le consulenze esterne ad personam e i trasferimenti di personale dalla sede di Napoli a quella di Roma. Tra le iniziative di mobilitazione adottate, la restituzione degli inviti all'evento e una manifestazione a partire dalle 10 in piazza Montecitorio. Calabrò "in sei anni non ha mai sostenuto alcuna iniziativa di dialogo preferendo la linea dell'ostruzionismo ad oltranza nei confronti dei dipendenti", si legge in un comunicato firmato da Cisl, Falbi, Sibc e Uil.

07 Giugno 2011