Patuano: "Telecom Italia asse portante per lo sviluppo del Paese"

MARCO PATUANO

In una lunga intervista pubblicata su Eraclito l'amministratore delegato dell'azienda fa il punto sulle azioni e i progetti in campo: "Grazie alle nostre infrastrutture e ai servizi il digitale si svilupperà esponenzialmente"

di Mila Fiordalisi
"Nel 2020 Telecom Italia sarà l’asse portante per lo sviluppo del nostro Paese". Ne è convinto l'Ad Marco Patuano che ha parlato dei progetti dell'azienda in una lunga intervista pubblicata su Eraclito (visualizza qui il testo integrale).

"Attraverso le nostre infrastrutture e servizi si svilupperà esponenzialmente l’Italia digitale", dice Patuano aggiungendo che "si affermerà in modo massivo il cloud computing, il broadband sarà ultra-broadband in un mix tra reti fisse e mobili, e sarà sempre più “everywhere – anytime”. Ma "per essere parte attiva di questa rivoluzione, anche Telecom Italia deve cambiare pelle, ancor più velocemente rispetto al recente passato. Quello che ho in mente è un mix armonico di energia, cultura innovativa e determinazione nell’esecuzione. C’è molta strada da fare, ma sento intorno a noi molto entusiasmo per quello che si prospetta come un viaggio affascinante".

L'Ad di Telecom Italia puntualizza che "è persino troppo facile dire che Telecom Italia debba fare la sua parte portando l’Adls a tutti gli italiani. Lo facciamo giorno per giorno. In realtà questo non basta: dobbiamo favorire la nascita di un ecosistema che soddisfi gli interessi dei nostri clienti, siano essi consumer o business. Per questo lavoriamo sull’innovazione, cercando di semplificare le modalità di accesso e di utilizzo di device e servizi, per questo lavoriamo di concerto con la pubblica amministrazione e facciamo sinergia con i grandi clienti privati e pubblici". Per spingere il processo "abbiamo iniziato a scrivere un’alleanza diretta con ciò che considero la più grande risorsa di questo paese: gli studenti, le scuole e le Università. Sono il nostro futuro e stiamo ragionando su un nuovo progetto da affiancare a Working Capital".

Fra gli obiettivi della strategia Patuano c'è anche la valorizzazione delle relazioni con la clientela sul Web: "Abbiamo lanciato per primi il caring sui social media con il Twitter Team, abbiamo un progetto di ascolto a 360° su tutti i touch points dell’azienda che include blogosfera e social networks, abbiamo infine deciso che il Customer Satisfction Index sia parte integrante della remunerazione del management, me incluso. Ancora una volta: quello che deve cambiare prima di ogni altra cosa è la cultura d’impresa: basta con gli utenti, per noi sono clienti. E devono essere al centro di ogni nostro progetto, ogni giorno".

L'azienda farà fortemente leva anche sulla propria presenza sul territorio: "Telecom Italia ha un’opportunità unica: siamo realmente presenti in tutta Italia e per questo ho chiesto ai miei colleghi di riscrivere la mappa delle relazioni tra l’azienda e il tessuto socio-economico che la circonda.
Voglio tornare ad avere un’azienda i cui piani di sviluppo siano anche guidati da una profonda conoscenza del territorio. Visione globale unita alla concretezza di intervento: Think Global, Act Local
Sono convinto che coloro i quali si occupano delle istanze locali dei cittadini e delle imprese non possano che supportare un approccio di questo tipo".

Patuano intende lavorare anche sull' "immagine" Telecom: "Sicuramente ci sono alcuni elementi “duri” da affrontare: Telecom Italia è associata nella percezione comune al canone da pagare, al monopolista, alla scarsa cura dell’utente, alle risposte inevase. Vorrei prendermi la libertà di dire che molti di questi sono ormai luoghi comuni. Non esiste più il monopolio da oltre un decennio; abbiamo lavorato molto intensamente sui rapporti con la clientela e quest’anno abbiamo ricevuto un riconoscimento per la qualità del nostro Customer Care a livello nazionale; le nostre offerte commerciali sono competitive quanto quelle dei nostri concorrenti; abbiamo lanciato servizi innovativi sul mobile come sul fisso".

Sul ruolo di Internet, Patuano sottolinea che "ha profondamente mutato il modo di fare una parte dell’innovazione e di portarla sul mercato perché ha fornito anche a realtà molto piccole gli strumenti per lanciare nuovi servizi con una velocità difficilmente replicabile da chi opera su larga scala. Attenzione tuttavia a non saltare un passaggio: perché esista questo tipo di innovazione occorre che si lavori anche sulle grandi componenti infrastrutturali. Ciò che voglio dire è che da un lato permangono ambiti di ricerca accessibili solo alle grandi aziende, dall’altro che in molti casi occorrono grandi players per portare le intuizioni dal livello prototipale al livello “carrier grade”.Due elementi nuovi rispetto al passato: bisogna riconoscere in fretta l’innovazione, bisogna evitare di uccidere l’idea innovativa durante il processo di integrazione con le grandi imprese. Riuscirà Microsoft a non uccidere Skype? Lo vedremo".

Il manager ha fatto il punto anche sulla questione della net neutrality: "Se parliamo di Internet riferendoci al luogo dove soggetti diversi si scambiano informazioni in modalità Best Effort, allora sono d’accordo a che sia Net Neutral. Se invece ci riferiamo ad uno spazio in cui si deve ottimizzare l’uso di risorse scarse (come le frequenze radiomobili) oppure lo spazio dove si vogliono utilizzare classi di servizio che richiedono livelli qualitativi più elevati del semplice “best effort”, allora è nell’interesse di tutti che questi spazi siano opportunamente regolati senza con ciò andare contro la filosofia di Internet e la cultura dell’innovazione".

07 Giugno 2011