Terminazione mobile: "Extra-profitti per 1 mld. Italia fuori norma"

FASTWEB-TISCALI-AIIP

Fastweb, Tiscali e Aiip inviano una missiva a Bruxelles, di cui il Corriere delle Comunicazioni è entrata in possesso, per denunciare il disallineamento del listino proposto da Agcom con quelli europei: "I prezzi devono scendere". Sul piede di guerra anche Altroconsumo

di Alessandro Longo
I prezzi di terminazione mobile italiani proposti da Agcom sono eccessivi rispetto alla media degli altri Paesi e vanno contro la Raccomandazione della Commissione europea. E’ l’accusa contenuta in una lettera che Fastweb, Tiscali e Aiip (Associazione dei principali operatori italiani) hanno mandato, in data 26 maggio, alla Commissione europea di cui il Corriere delle Comunicazioni è entrato in possesso. Ne deriva, secondo gli operatori, un danno a loro stessi e ai consumatori.

Lo stesso concetto è espresso in un’altra lettera a firma di Altroconsumo, anch'essa indirizzata a Bruxelles. Gli operatori lamentano che l’ultima proposta Agcom in materia di prezzi della terminazione ha rimandato la discesa dei prezzi a gennaio 2012 e questo andrebbe contro la Raccomandazione su MTR (mobile termination rate) e l'impegno di Agcom ad adottare nuovi valori entro fine del 2009. Abbiamo 3 anni di ritardo, notano gli operatori. Nella lettera c’è una comparazione internazionale. Risulta che i valori proposti sono parecchio più alti da quelli definiti dagli altri Paesi che hanno già adottato il modello di calcolo raccomandato per i prezzi di terminazione: del 76-92 per cento superiore rispetto alle best practice europee.

Secondo un calcolo di Fastweb, l'extra profitto (rispetto al valore della media Ue) annuale per gli operatori mobili è di circa 1 miliardo di euro (300 milioni a testa per Tim e Vodafone).

I firmatari chiedono quindi alla Commissione di indurre Agcom ad allineare l’Italia alla media dei Paesi che hanno già adottato la raccomandazione e di far scendere i prezzi più rapidamente. E quindi già nel 2012 avere un prezzo non superiore ai 3,1 cent per la terminazione, invece dei 4,1 cent proposti da Agcom.

Idem Altroconsumo: "Abbiamo chiesto alla Commissione europea di intervenire per fare in modo che Agcom riveda la propria proposta e, in particolare, adotti un percorso di riduzione di tali tariffe molto più rigoroso e in linea con le migliori pratiche europee, senza attendere il gennaio 2012 per introdurre i primi tagli", spiega Marco Pierani, responsabile dei rapporti istituzionali per l’associazione dei consumatori.

Secondo Altroconsumo, le elevate tariffe di terminazione mobile hanno dato luogo ad un'asimmetria regolamentare grazie alla quale gli ex monopolisti della telefonia fissa si sono garantiti, a spese dei consumatori, il finanziamento delle loro reti mobili e, al contempo, hanno impedito un'efficace concorrenza nel fisso. "Ora che la penetrazione delle reti mobili ha raggiunto, in particolare in Italia, livelli elevatissimi, questo meccanismo non ha più alcuna ragione di essere, va smantellato al più presto come indica la Raccomandazione europea". "Se la Commissione non farà cambiare idea ad Agcom, i consumatori italiani subiranno un aumento dei prezzi, mentre ingenti risorse finanziarie saranno artificiosamente distratte verso gli operatori di telefonia mobile, nonostante il fatto che in Italia vi sia invece un urgente necessità di risorse per il passaggio alla fibra ottica sul fisso". Questa è una tesi storica anche di Fastweb, anche se non espressa nell’ultima lettera: gli alti costi di terminazione ostacolano gli investimenti nelle nuove reti in fibra ottica.

"In altre parole- spiega Pierani- la proposta di Agcom rischia di rafforzare ulteriormente la posizione degli operatori di telefonia mobile, mentre non verrà dato alcuno stimolo al mercato e agli operatori in generale per il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda Digitale europea".

07 Giugno 2011