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IL REPORT

Cybersecurity, le aziende italiane perdono 1,5 milioni di dollari

Conto salato in caso di perdita permanente dei dati. In due anni è cresciuto del 622% il volume di informazioni gestite che ha raggiunto quota 18,48 petabyte. I risultati del “Global protection index” 2018 di Dell Emc

25 Mar 2019

A. S.

Le aziende italiane sono state protagoniste nel 2018 di una forte accelerazione nel settore della gestione dei dati, che ha progredito con percentuali che portano il Paese in testa in Europa, davanti a Germania, Francia e Uk, oltre che al di sopra della media globale. Questo fenomeno ha portato con sé anche alcuni effetti collaterali, come i danni derivanti dalla perdita permanente dei dati: si stima che a un’azienda italiana su cinque questo problema sia costato in media nell’arco dell’anno 1,5 milioni di dollari. Tutti gli altri inconvenienti legati indirettamente alla perdita di dati hanno inoltre generato nel nostro Paese un’interruzione media dell’operatività di 18 ore, per un costo ponderato di oltre 530 mila dollari.

Sono alcune delle principali evidenze del Global data protection index, realizzato da Vanson Bourne e commissionato da Dell Emc. Secondo le rilevazioni sul 2018 la quantità di dati gestita dalle aziende italiane ha registrato un’impennata del 622%, per un valore medio di 18,48 petabyte, più dei 10,58 della Germania, degli 11,22 della Francia, dei 10,08 dell’Inghilterra e dei 9,7 della media globale.

Tra i principali cambiamenti innescati dal Cloud computing ci sono quelli relativi alla localizzazione dei dati: in Italia il ricorso al cloud pubblico può contare su una fetta del 30% del totale, contro il 40% della media globale.

“Tecnologie emergenti quali l’Intelligenza Artificiale e l’Internet of Things sono elementi su cui un numero sempre maggiore di aziende sta puntando all’interno dei propri progetti di trasformazione digitale – afferma Marco Fanizzi, Vp & Gm Enterprise Sales di Dell EMC Italia – Questo fattore sta generando un incremento significativo della quantità di dati da gestire e da trasformare in informazioni, previsioni precise per permettere ai manager e agli imprenditori di prendere, in tempo reale, decisioni strategiche sul business, attraverso l’impiego degli analytics. Tuttavia, il risvolto della medaglia è che si allarga il perimetro da proteggere e che strategie solide di data protection sono sempre più irrinunciabili per aziende di tutte le dimensioni”.

“Il potenziale di informazioni che le aziende oggi hanno a disposizione ha un valore significativo – aggiunge Filippo Ligresti, Vp & General manager commercial sales di Dell Emc Italia – Questi dati, se correttamente gestiti e analizzati, permettono di ottenere importanti vantaggi competitivi in termini strategici, ma anche di poter diventare molto più agili e veloci nel prendere decisioni di business basate su fatti e non sensazioni, riuscendo a influenzare o anticipare alcune tendenze del mercato. Non sorprende, quindi, che il 92% delle imprese a livello globale – conclude Ligresti – è già pienamente consapevole dell’importanza dei dati e che il 36% abbia già introdotto delle azioni concrete per valorizzarli a livello di business”.

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