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Diritto d’autore, cambiano le regole italiane. Più potere ad Agcom

Approvate all’unanimità dal Consiglio le modifiche al regolamento europeo, adottate sulla base della consultazione. Procedure velocizzate per chi viola il copyright, giro di vite per prevenire le reiterazioni. Il plauso dell’industria discografica

18 Ott 2018

Diritto d’autore, si cambia musica. Procedure velocizzate per chi viola il copyright, più potere all’authority per agire contro azioni reiterate di pirateria. E’ il risultato dell’approvazione da parte del Consiglio Agcom, all’unanimità, delle modifiche al regolamento per la tutela del copyright sulle reti di comunicazione elettronica. Le modifiche sono state adottate a seguito di una consultazione pubblica che ha visto “l’ampia partecipazione – dice una nota dell’authority – di titolari dei diritti, licenziatari, fornitori di servizi media, nonché internet service provider”.

Plauso dell’industria musicale italiana, Enzo Mazza Ceo di Fimi: “Le misure prese si inseriscono nel solco del percorso del declino della pirateria musicale in Italia grazie alla crescita dell’offerta legale e alle disposizioni del regolamento Agcom. “Si tratta di un importante progresso nel contrasto alle nuove forme di pirateria, come lo stream ripping, che oggi rappresenta l’ultima frontiera delle violazioni online ed a sostegno dello sviluppo dell’offerta legale online, che rappresenta oggi oltre il 50 % del mercato”. Solamente nel 2018 – dice Fimi – sono stati bloccati “grazie ad Agcom oltre 30 grandi portali internazionali, mettendo offline milioni di brani musicali illecitamente messi a disposizione”.

Le nuove norme disciplinano l’esercizio dei poteri che l’art. 2 della Legge europea 2017 (Direttiva 2021/29/CE) ha attribuito all’Autorità con l’obiettivo di contrastare le violazioni più gravi attraverso la previsione, da un lato, di appositi poteri cautelari e, dall’altro, di misure contro la reiterazione delle violazioni stesse.

È prevista, in particolare, la possibilità di adottare, in via d’urgenza e ove ne ricorrano i presupposti, provvedimenti cautelari entro tre giorni dalla ricezione della relativa istanza. Nel caso di proposizione di reclamo avverso tali provvedimenti, l’Autorità decide in via definitiva nei successivi 7 giorni.

La previsione contempera l’esigenza di contrastare con la necessaria tempestività le violazioni del diritto d’autore commesse online con quella di garantire la partecipazione al procedimento di tutti i soggetti interessati.

Agcom può inoltre imporre ai provider di adottare le misure più idonee per evitare la reiterazione di violazioni già accertate e contrastare le iniziative volte ad eludere l’applicazione dei propri provvedimenti. In quest’ottica, in linea con i più recenti orientamenti della giurisprudenza nazionale e della Corte di giustizia dell’Unione europea, l’Autorità aggiorna, entro tre giorni dall’istanza, l’elenco dei siti oggetto di inibizione che si rigenerano modificando il nome a dominio. Specifiche e ulteriori misure possono consistere anche nel cosiddetto notice and stay down e quindi nell’impedire il caricamento di contenuti già rimossi.

Fapav accoglie con grande favore l’approvazione delle modifiche al Regolamento.

“La possibilità di adottare in via d’urgenza il provvedimento cautelare, entro tre giorni dalla ricezione dell’istanza, rappresenta una contromisura fondamentale al fenomeno della pirateria audiovisiva, in considerazione delle modalità di sfruttamento tipiche dei film in cui il primo week end di programmazione nelle sale cinematografiche è decisivo – spiega di Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale Fapav – Inoltre, desta particolare interesse per le attività di tutela il blocco entro tre giorni di quei siti già inibiti dall’Autorità e che siano tornati accessibili agli utenti tramite nuovo dominio” – ha proseguito Bagnoli Rossi – “Questa misura rende ancora più efficace lo strumento del Regolamento in un contesto, come quello attuale, in cui i gestori dei portali pirata sono diventati sempre più abili nell’attuare tempestivamente contromisure”.

“Siamo convinti che si stia procedendo verso la giusta direzione, a tutela delle nostre industrie creative e audiovisive – spiega – Speriamo che anche il nuovo Legislatore possa dare seguito alle attività di contrasto, inasprendo la normativa sul camcording”.

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