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Google lancia un nuovo algoritmo. E’ guerra alle “content farm”

Ritocco alla stringa matematica alla base del ranking delle risposte. Il motore di ricerca punta a penalizzare “spam” e aggregatori di contenuti e a dare risalto ai siti di qualità: “Vogliamo favorire un sano ecosistema web”

25 Feb 2011

Google modifica il suo algoritmo: da oggi i risultati delle
ricerche potrebbero non essere più gli stessi. Le Serp (le pagine
dei risultati del motore di ricerca) subiranno un cambiamento
dell’11,8%. “Il nostro obiettivo è semplice: dare risposte
più pertinenti alle domande e il più velocemente possibile” si
legge in un post firmato da Amit Singhal, Google fellow, e Matt
Cutts, ingegnere capo, sul blog ufficiale di Google dove gli
sviluppatori hanno esposto i dettagli dei cambiamenti
algoritmici.

L’aggiornamento è stato progettato per premiare i siti internet
considerati di alta qualità in quanto forniscono “contenuti
originali e di informazione come ricerche, relazioni approfondite,
analisi profonda e così via”, come spiegano sul blog gli
ingegneri. Contemporaneamente vengono penalizzati i siti "di
bassa qualità", ossia quelli che non forniscono elementi
utili all’utente e che si limitano a copiare i contenuti di altri
siti internet.

Con la modifica all’algoritmo Google dichiara guerra alle content
farm cercando di estrometterle dai risultati delle ricerche. Nella
lista delle “fattorie di contenuti” primeggia Demand Media,
sito internet da 105 milioni di utenti unici al mese che, appena ha
fatto capolino a Wall Strett, è stato quotato più del New York
Times e oggi vale 1,8 miliardi di dollari.

Singhal e Cutts spiegano che, per l’aggiornamento
dell’algoritmo, gli ingegneri non hanno tenuto conto del feedback
ricevuto dagli utenti grazie all’estensione per Google Chrome
chiamata “Personal blocklist”. Un’applicazione che consente
di eliminare dalle Serp i siti web valutati meno interessanti.
“Tuttavia – si legge sul blog ufficiale di Google – dopo aver
confrontato i feedback delle Blocklist con i siti individuati dal
nostro algoritmo, abbiamo verificato che le due liste sono quasi
interamente sovrapponibili”.

Il nuovo algoritmo, per il momento, è funzionante solo negli
States, ma presto, fanno sapere da Mountain View, sarà esteso a
tutto il mondo.