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“Le banche salvate dal digitale”: l’analisi a 10 anni dal crollo di Lehman Brothers

La tesi sostenuta dall’ex ceo di Barclays. La tecnologia più che il nuovo assetto regolatorio ha fatto da traino alla ripresa. E sono i “dati” il capitale più importante a garanzia della tenuta futura del settore bancario-finanziario. Impatto determinante anche per le assicurazioni

Pubblicato il 03 Set 2018

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Il business finanziario? “It’s just data”. E proprio perché è basato sui dati il ruolo del digitale diventa determinante per creare efficienza e mettere a punto servizi di nuova generazione. Ne è convinto Antony Jenkins, ex ceo di Barclays, il quale in un’intervista a Cnbc delinea un futuro più che interessante per il settore della finanza e del banking, a dieci anni esatti dal crollo di Lehman Brothers che ha segnato l’inizio della crisi economica mondiale mettendo in difficoltà tutte le economie in particolare quelle occidentali.

“Le aziende finanziarie sono aziende basate sui dati, di fatto sono solo dati. Con la tecnologia ora è possibile aumentare i livelli di automazione e ciò genera un elevato livello di di efficienza ed efficacia”, sottolinea l’esperto secondo il quale l’intelligenza artificiale e le tecnologie per il calcolo distribuito consentiranno di aumentare ulteriormente le potenzialità in fatto di analisi dei dati e dunque di evoluzione del comparto. Benefici si otterranno su molteplici fronti, assicura l’esperto: sul lato cliente, banca e a catena sulla società tutta. “Se si guarda a come le banche sono capitalizzate oggi e alla quantità di liquidità che hanno al loro interno, è evidente che sono molto più forti di quanto lo fossero prima della crisi e questa, ovviamente, è una buona notizia”, evidenzia Jenkins. Il manager, che ha guidato la banca britannica in un periodo tumultuoso tra il 2012 e il 2015, ha dichiarato che le misure normative imposte in seguito alla crisi finanziaria del 2008 hanno reso il sistema finanziario globale più sicuro. “Alcuni potrebbero obiettare che la salvezza è dovuta alle nuove regole, ma in realtà la forza più profonda che sta trainando il settore ora è la tecnologia”.

Jenkins ha anche fatto riferimento all’impatto dei progressi tecnologici nel settore assicurativo. Una settimana fa la filiale londinese di Lloyd’s ha annunciato di essere a caccia di talenti tecnologici. Il cosiddetto “Lloyd’s Lab” è progettato per aiutare il gigante delle assicurazioni a diventare ancora più competitivo assicurando partnership con innovative start-up tecnologiche globali.

“Tutto questo ci porta in un futuro guidato dalla tecnologia”, ha dichiarato Inga Beale, ceo dei Lloyd’s di Londra. “C’è una grande richiesta di innovazione da parte del mercato”.

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