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L'ANALISI

Legal tech, gli studi legali alla sfida dei servizi a valore

L’intelligenza artificiale e strumenti quali i chatbot consentono di accelerare il disbrigo di molte pratiche. Ma la decisione finale resta nelle mani dei professionisti. Che sempre di più dovranno puntare sulla qualità.

20 Nov 2018

Giulio Coraggio

Partner, Head of Technology Sector, Dla Piper Italy

Si discute molto in questi mesi di Legal Tech e di come l’offerta di servizi legali possa essere supportata, o in alcuni casi sostituita, dalla tecnologia.

Il riferimento più frequente è ai sistemi di intelligenza artificiale con l’immagine dell’avvocato sostituito da una macchina che può rispondere in modo più accurato e veloce ai quesiti dei clienti.

Non è questa (ancora) la situazione attuale, ma non c’è dubbio che sistemi di AI possono ad esempio supportare due diligence o revisioni privacy di grandi dimensioni dove è necessario analizzare migliaia di contratti o documenti. Questi possono essere esaminati in poche ore da un sistema di intelligenza artificiale che individuerà le clausole più rischiose che poi saranno analizzate dall’avvocato (fisico) con ancora il supporto dell’AI che può fornire un sistema di “scoring” delle clausole rispetto a benchmark di mercato.

Allo stesso modo, alcuni studi legali hanno sviluppato dei chatbot che consentono rispondere in tempo reale a quesiti (semplici) su argomenti specifici, quali ad esempio il Gdpr o i segreti industriali, sgravando di un notevole carico di lavoro, tra gli altri, gli uffici legali interni delle società che possono delegare al chatbot la risposta alle domande più frequenti.

Entrambi questi scenari hanno delle conseguenze in termini di responsabilità professionale. Ad esempio nel caso in cui i clienti decidono di utilizzare un sistema di intelligenza artificiale dovranno accettare un waiver che indica i possibili rischi di errori che possono essere commessi dall’AI. I sistemi di intelligenza artificiale infatti migliorano con l’utilizzo e ad esempio il vantaggio per uno studio legale internazionale è dato dall’utilizzo della lingua inglese per le attività di business, il che vuole dire che tutti gli uffici dello studio a livello mondiale possono contribuire al miglioramento del nostro sistema di AI. Tuttavia, l’AI non può considerarsi al momento infallibile, ma si potrebbe dire che neanche un avvocato può esserlo. I clienti fanno un bilanciamento tra rischi e benefici in termini di costo e tempi di revisione e prendono la loro decisione. In ogni caso, c’è una revisione “umana” delle clausole identificate dalla macchina.

Un discorso simile va fatto per i chatbot. I chatbot legali sono anticipati da un disclaimer in cui viene indicato che il chatbot non fornisce assistenza legale, anche se i chatbot stanno migliorarlo continuamente al fine di poter riprodurre nel modo migliore possibile una conversazione tra individui. I chatbot, tramite il sistema di intelligenza artificiale a cui sono connessi, possono accedere a quantità di informazioni molto vaste in tempi che sono irrisori. Tuttavia, come avviene con i sistemi di AI utilizzati in campo medico che danno un suggerimento al dottore, lo stesso vale per il settore legale. Il sistema di AI consente un’analisi preliminare della questione e la risposta alle domande più frequenti, ma non siamo ancora arrivati al momento in cui la macchina potrà sostituire l’avvocato.

I sistemi di Legal Tech stanno diventando e diventeranno sempre più un supporto alla professione, ma questo non vuole dire che la professione legale scomparirà. Non faremo più lavori ripetitivi perché ad esempio i traduttori automatici sapranno tradurre più velocemente e con migliore qualità un documento. Ma questo vuol dire che gli avvocati avranno più tempo da dedicare ad altre attività e che si verrà a creare una competizione anche sulla capacità di sviluppare e sfruttare le tecnologie del Legal Tech per fornire un servizio migliore ai clienti.

Studi legali hanno un dipartimento dedicato all’innovation che è composto da ingegneri piuttosto che avvocati. Questo è il futuro e non è lontano. Bisognerà educare gli avvocati e i clienti sui vantaggi di queste tecnologie, ma i benefici sono così evidenti che nessuno potrà ignorarli.

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