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IL CASO

Net neutrality, i democratici all’assalto di Trump: stop alle discriminazioni degli Isp

L’obiettivo del Save the Internet Act è quello di riattivare le regole volute dall’ex presidente Obama, dando ai piccoli provider le stesse condizioni di concorrenza dei big e agli utenti equo accesso alla rete

07 Mar 2019

Antonio Dini

Salvate la net neutrality. Negli Usa i democratici, forse con il supporto di un’ala dei repubblicani, sono intenzionati a riattivare le regole per la neutralità della circolazione dei bit su internet che il chairman della FCC, nominato da Donald Trump, aveva cancellato nel 2017. L’operazione potrebbe contare sull’appoggio di un’ala dei repubblicani.
Mercoledì i gruppi parlamentari dei democratici di Camera e Senato hanno presentato un nuovo disegno di legge intitolato “Save the Internet Act”, che propone di ripristinare le regole di neutralità della rete che sono state abrogate due anni fa.
«L’86% degli americani – dice la presidente della camera Nancy Pelosi dei democratici – si oppone all’attacco di Trump alla neutralità della rete, e questo comprende anche l’82% dei repubblicani.

Con il Save the Internet Act, i democratici onorano la volontà dei cittadini e vogliono ripristinare le protezioni per la rete: fermano le pratiche discriminatorie ingiuste degli ISP che cercano di limitare la velocità di navigazione pubblica, bloccare l’accesso a internet e aumentare i costi, dando a imprenditori e piccole imprese la parità di condizioni con le grandi aziende e garantiscono che l’innovazione americana può continuare ad essere l’invidia del mondo».

Il senatore Chuck Schumer, curatore per i democratici del disegno di legge, ha dichiarato che si aspetta che il disegno sia approvato dal Senato e dalla Camera: «La scorsa primavera ai nostri colleghi del Senato è stata data la scelta di schierarsi con le persone normali anziché che con i grandi interessi economici, di schierarsi dalla parte dei consumatori e degli imprenditori. Sfortunatamente, tutti tranne tre repubblicani al Senato hanno votato a favore degli interessi particolari. Il decreto è passato al Senato, ma alla Camera dei rappresentanti i repubblicani lo hanno accantonato. Ora abbiamo una Camera Democratica e i repubblicani hanno una seconda possibilità di correggere l’errore dell’amministrazione Trump».
Il disegno di legge dovrebbe passare alla Camera controllata dai democratici e al Senato controllato dai repubblicani ed essere firmato anche dal presidente Donald Trump. Nel dicembre 2017, la FCC ha abrogato l’Open Internet Order 2015, che richiedeva ai provider di servizi Internet di trattare tutto il traffico Internet come equivalenti.

Secondo la FCC però le cose sono andate diversamente. «Il ritorno della FCC nel 2017 – ha detto un portavoce della FCC – all’approccio bipartisan è stato un successo. E ha smentito le molte previsioni isteriche del 2017, in particolare la fantasia secondo cui il regolamento basato sul mercato determinerebbe “la fine di Internet come lo conosciamo”. Internet in America oggi è libera e vibrante».

I sostenitori della neutralità della rete hanno a lungo sostenuto che trattare i dati di Internet in modo equo è la cosa migliore per i consumatori e che aumenta l’innovazione. Temevano che, senza neutralità, i consumatori avrebbero dovuto pagare di più ai loro fornitori di servizi Internet solo per accedere a determinati siti Web o app, o avrebbero dovuto pagare di più per avere accesso a una larghezza di banda sufficiente per i servizi di streaming.

I detrattori della neutralità della rete hanno suggerito che alcuni settori potrebbero trarre un vantaggio eccessivo dall’assegnazione di priorità a pagamento, come i veicoli autonomi e i sistemi medici, dove le vite umane potrebbero essere a rischio e che richiedono connessioni Internet costanti e veloci. Anche la FCC è stata divisa nel voto del 2017.

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