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Non solo social, ora Facebook sbarca nell’e-banking

La compagnia ottiene dalla Banca centrale irlandese l’autorizzazione a operare come emittente di e-money in tutta Europa. Come già avviene negli Usa, il social potrà offrire servizi online di trasferimento denaro e pagamento degli acquisti

23 Nov 2016

Andrea Frollà

Facebook farà anche e-banking. Il social network ha ottenuto dalla banca centrale irlandese l’autorizzazione a operare in Europa come emittente di moneta elettronica. L’intenzione di Mark Zuckerberg di lanciarsi nel mondo dei pagamenti e del money transfer era nota da tempo, ma ora il via libera dell’istituto bancario centrale d’Irlanda apre ufficialmente il campo di battaglia europeo al gigante di Menlo Park. La conferma del rilascio dell’autorizzazione è stata data all’Agi da un portavoce dell’autorità.

Facebook Payments International (Fbpil) è stata autorizzata da parte della Banca Centrale d’Irlanda a diventare un istituto di moneta elettronica – spiega la società in una nota -. Come indicato nella nostra richiesta ufficiale, Facebook potrà utilizzare la licenza per abilitare prodotti futuri come le donazioni su Facebook o i pagamenti peer-to-peer via Messenger”.

In qualità di istituto di moneta elettronica regolata in Irlanda, “Fbpil è autorizzata a emettere donazioni da parte degli utenti Facebook solo verso organizzazioni di beneficenza registrate nello spazio economico europeo e pagamenti peer-to-peer soltanto all’interno dello stesso. È la società Fbpil ad essere autorizzata e sono la moneta elettronica e i sistemi di pagamento proposti ad essere regolamentati. L’autorizzazione ottenuta da FBPIL quale istituto di moneta elettronica è un’ulteriore prova del continuo investimento di Facebook in Irlanda”.

Lo status di soggetto e-money consentirà dunque a Facebook di offrire ai suoi clienti diversi servizi, come quelli per il trasferimento di denaro elettronico nei vari paesi dell’Unione europea, senza bisogno di avere autorizzazioni dai singoli paesi, o anche quelli di apertura di un conto deposito sulla piattaforma del social network con cui fare acquisti online. Non è comunque una novità assoluta per la compagnia di Zuckerberg, visto che tutto questo già avviene negli Usa, dove Facebook opera già attraverso pagamenti via app, ad esempio per giochi famosi come Candy Crush e Farmville, dai quali prende una percentuale del 30% sugli incassi.

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