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L'INTERVISTA

P4I in volata, Faggioli: “Ora si apre la partita Pmi”

La BU Advisory di Digital360 chiude il 2018 con ricavi a +78%. Spinta dal Gdpr. Il ceo: “Siamo pronti a mettere a disposizione il nostro modello integrato di consulenza anche alle imprese di dimensioni più piccole”

29 Mar 2019

Federica Meta

Giornalista

Integrazione di competenze per sostenere e accompagnare la trasformazione digitale delle imprese. E’ questa la strategia alla base del successo di P4I, la Business Unit Advisory di Digital360 Group, che nel 2018 ha incrementato notevolmente i ricavi (+78%) rispetto al 2017, grazie soprattutto a una buona crescita organica. Del “segreto” di questo successo ne parliamo con Gabriele Faggioli, ceo di P4.

Faggioli da cosa è stata determinata questa crescita?

Soprattutto dal nostro modello consulenziale. Abbiamo messo in piedi team che raccolgono skill integrate che vanno – ad esempio – da quelle giuridiche a quelle gestionali passando per quelle relative alla security, intesa come tecnologia ma anche come strategia organizzativa. Proprio questa forte spinta impressa sull’integrazione ci ha consentito di offrire al mercato servizi di consulenza con un tratto più che distintivo.

In che senso?

Nel senso che ci consente di offrire servizi sviluppati in un’ottica multidisciplinare e affrontare sfide trasversali e complesse come quelle che la digital transformation pone alle imprese italiane. Offriamo metodologie, benchmark e dati che permettono di superare i limiti della consulenza tradizionale.

Ci sono stati temi “boost” che, in qualche modo, hanno trainato la crescita?

Certamente il Gdpr è stato un driver cruciale. A partire dalla seconda metà del 2018 le aziende hanno avuto necessità di adeguarsi alle nuove regole europee sulla privacy. E in quell’ambito si è concentrata molta della nostra attività di consulenza per la compliance. Nel corso del 2018 abbiamo avviato alcuni servizi di Advisory & Coaching As-A-Service, che ci consentono di trasformare un’attività tipicamente una tantum, a progetto, come la consulenza, in un’attività ricorsiva, a fatturazione periodica, e di scalare più facilmente verso le Pmi. Il 2018 è stato quindi un anno importante per lo sviluppo dell’approccio distintivo all’Advisory, in particolare lungo alcune direzioni principali tra loro sinergiche: accelerazione dello sviluppo di servizi engineered con particolare riferimento ad alcune aree (ad esempio, Gdpr, Compliance, CyberSecurity, Smart Working, Industry 4.0, Digital Capability, ecc..) e sperimentazione e lancio di altri servizi ricorrenti in un’ottica di sottoscrizione con tariffazione periodica (tra tutti in particolare i servizi di Dpo – Data Protection Officer – “as a service”). Questa azione è stata resa possibile dal posizionamento sui clienti ottenuto sia attraverso i progetti che sono stati realizzati sia grazie alla intensa promozione dei servizi effettuata grazie ai canali del gruppo.

Le vostre aziende clienti sono tipicamente medio-grandi. Le attività di consulenza che offrite possono adattarsi anche alle esigenze delle Pmi?

Stiamo lavorando a una strategia di avvicinamento alle piccole e medie imprese che operano sempre più in un’ottica di filiera e, dunque, “costrette” ad innovare processi e servizi. Per loro servirà ovviamente un modello di consulenza, ancora una volta basato si integrazione delle skill, ma più semplificato e pragmatico rispetto a quello proposto alle più grandi. Con l’obiettivo di arricchire visione e competenze dei decisori per potenziarne capacità decisionali e autonomia.

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