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IL CASO

Sea, assolto Vito Gamberale: “Il fatto non sussiste”

La decisione del gup Anna Maria Zamagni. La procura di Milano aveva chiesto il rinvio a giudizio dell’ex Ad di F2i per turbativa d’asta in merito all’acquisizione, dal Comune di Milano, del 29,75% della società. Il manager: “La giustizia si è avverata”

24 Ott 2014

F.Me.

Vito Gamberale prosciolto da turbativa d’asta per la vicenda Sea. Il gup di Milano Anna Maria Zamagni, a conclusione dell’udienza preliminare sull’acquisto del 29,75% di Sea a fine 2011, ha prosciolto dall’imputazione di turbativa d’asta l’ex Ad di F2i, il dirigente della stessa società, Mauro Maia, e l’indiano Behari Vinod Sahai, legale rappresentante della società Srei che fu esclusa dalla gara pubblica perché aveva presentato un’offerta con dieci minuti di ritardo rispetto alla scadenza. Secondo il gup infatti “il fatto non sussiste”.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie e legali. La procura aveva invece chiesto il rinvio a giudizio di tutti e tre gli imputati. Nell’avviso di chiusura indagini, depositato lo scorso febbraio, il procuratore aggiunto Alfredo Robledo ha citato un “previo accordo” tra Gamberale, Maia e il rappresentante per l’Italia della società indiana perché quest’ultimo “si astenesse dal concorrere alla gara pubblica indetta dal Comune di Milano in data 16 novembre 2011”.

Secondo la procura, l’accordo per non partecipare alla gara prevedeva che F2i cedesse alla società rappresentata da Vinod Sahai “una quota compresa tra il 5% e il 7% delle azioni Sea Spa a un prezzo pari a quello che sarebbe stato corrisposto da F2i in sede di aggiudicazione, poi effettivamente avvenuta il 16 dicembre 2011, a un prezzo di 1 euro superiore a quello posto a base d’asta”.

In una conferenza stampa il giorno dopo la richiesta di rinvio a giudizio, Gamberale e Maia respinsero ogni addebito, definendo il bando del Comune di Milano su Sea “trasparente” e niente affatto costruito su misura per F2i. Entrambi annunciarono l’intenzione di “tutelare e provare la corretteza dell’operato del Fondo”. Gamberale in quell’occasione definì l’inchiesta una storia che “non trova appiglio nemmeno nell’ombra di un capello… difenderemo in ogni sede e forma gli interessi del Fondo”.

Il caso Sea-F2i è uno di quelli che causarono il dissidio fra l’aggiunto Robledo e il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. In questo caso in particolare, Robledo ha accusato il procuratore di avergli trasmesso il fascicolo con un ritardo ingiustificato, complicando le indagini da svolgere.

”La giustizia si è avverata in Italia, abbiamo sofferto per due anni e mezzo – commenta Gamberale – ‘L’Italia non può tenere in piedi un giudizio di questo genere per due anni e oggi è venuto fuori che non c’era nulla, il vuoto torricelliano, e oggi rendiamo grazie alla giustizia italiana”.

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