Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

INDUSTRIA 4.0

Vincentelli: “Industria 4.0, il digitale produrrà risultati sicuri”

Il pioniere della ricerca sui circuiti integrati: “Presto i macchinari per la produzione saranno connessi tra loro e sapranno leggere e interpretare autonomamente le informazioni dei sensori”

10 Feb 2016

A.S.

Sarà l’Internet of things lo strumento che rivoluzionerà il volto dell’industria per come la conosciamo oggi. Non si tratta soltanto di aziende connesse alla rete, fenomeno che è già oggi realtà, ma di una modalità di produzione completamente nuova nel campo del manifacturing, dei processi industriali per la produzione, grazie ai sensori e ai macchinari sempre connessi e in comunicazione tra loro. Lo dice Alberto Sangiovanni Vincentelli (nella foto), pioniere della ricerca sui circuiti integrati e docente all’Università della California a Berkeley: ”Oggi non esiste impresa che non usi in modo massiccio la rete, ma la vera rivoluzione sarà nella digitalizzazione capillare anche del manufacturing, con dispositivi e macchine che si parlano, si organizzano e ottengono risultati sicuri ed economicamente validi. I macchinari impiegati per la produzione saranno connessi tra loro con metodologie simili a quelle che si usano per Internet oggi e saranno in grado di leggere e usare in modo indipendente le informazioni create da sensori distribuiti ovunque nei luoghi dove si produrranno i beni di consumo e quelli di uso industriale”.

Secondo Vincentelli, che sarà a Milano in occasionedi un forum organizzato da National Instruments, tutto si baserà su sensori ”poco costosi, facili da installare, collegati fra loro e con il cloud in modalità wireless e sicura, per garantire movimento e facilità di connessione”.

“I circuiti integrati – conclude Vincentelli – saranno più piccoli ed eterogenei, nel senso che ci saranno sempre più periferiche, come i sensori, e perfino attuatori che verranno integrati con gli strumenti di calcolo. Bisognerà lavorare allo sviluppo di metodologie che ci consentiranno di mettere assieme i componenti in modo predicibile e senza tempi di progetto troppo lunghi”.

I commenti sono chiusi.

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link