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STRATEGIE

Volkswagen rilancia sulla e-car: investimenti per 50 miliardi

Le risorse saranno dilazionate in 5 anni: riflettori su guida autonoma e servizi digitali. Via alla riconversione degli impianti in ottica 4.0

19 Nov 2018

F. Me

Un budget da 50 miliardi di dollari nell’arco dei prossimi 5 anni per guardare al futuro del comparto automotive, dalle auto elettriche a quelle a guida autonoma fino ai servizi digitali. E’ quanto ha messo sul piatto il colosso tedesco Volkswagen per cercare di lanciare la sfida ai rivali d’oltre oceano che stringono accordi con i big hi-tech della Silicon Valley. Volkswagen è uno dei principali investitori dell’industria mondiale dell’auto e il suo annuncio evidenzia la sfida che i costruttori tradizionali devono affrontare con le tecnologie che avanzano.

Già all’inizio dell’anno Volkswagen aveva annunciato la volontà di costruire 16 impianti per le e-car in tutto il mondo, principalmente convertendo quelli esistenti, e l’intenzione di acquistare batterie in grado di alimentare milioni di veicoli elettrici. In base al nuovo piano, tre impianti tedeschi verranno convertiti: quello di Emden dove viene prodotta la Passat, di Hannover dove si fanno i van, e Zwickau, “casa” del sedan Phaeton. Ma Vw intende anche costruire e-car negli Usa, sebbene non abbia ancora deciso dove, anche se la scelta definitiva dovrebbe arrivare nel 2019.

Ad agosto la casa tedesca ha annunciato che a partire dal 2020 tutte le auto nuove che usciranno dalle fabbriche Volkswagen, circa cinque milioni nell’arco dei dodici mesi secondo le previsioni, saranno connesse a Internet.

Il dato attuale evidenzia che sono circa 1,5 milioni i veicoli privi di accesso a internet, seppur collegabili attraverso uno smartphone grazie alla soluzione “Volkswagen Connect”.

Per raggiungere l’obiettivo la casa automobilistica darà vita anche a una unica piattaforma per tutto il gruppo basata sul cloud, la “One digital Platform” (Odp) che collegherà auto, utenti e servizi.

Secondo l’E-Mobility Report 2018 a livello globale, sono state vendute quasi 1,2 milioni di auto elettriche, con una crescita del 57% rispetto al 2016 (erano circa 750mila) e più del doppio delle 537mila vetture elettriche del 2015. Un trend positivo che, secondo le previsioni, dovrebbe continuare anche nel 2018, con quasi due milioni di nuovi veicoli elettrici attesi sul mercato. In Italia si registra la stessa dinamica di crescita, ma i numeri sono ancora piuttosto esigui, se paragonati ai valori del mercato europeo e globale. Nel 2017, infatti, sono state vendute 4.827 auto elettriche (erano 2.560 l’anno precedente), appena lo 0,24% del totale dei veicoli italiani (0,1% nel 2016), fra cui 1.964 full-electric (BEV, +40% rispetto al 2016) e 2.863 auto plug in (i veicoli con la possibilità di ricarica associata a un motore tradizionale), che sono aumentate del 150% e che per la prima volta hanno superato le BEV.

Numeri ben lontani da Norvegia e Germania, che con 62.000 e 55.000 immatricolazioni sono i primi mercati in Europa. Ma i risultati dei primi mesi del 2018 testimoniano un crescente fermento del settore anche in Italia: nel primo semestre sono state immatricolate 4.129 auto elettriche, quasi come nei dodici mesi precedenti, con un aumento dell’89%. Una crescita che ha coinvolto anche le infrastrutture di ricarica, che a fine 2017 comprendevano circa 2.750 punti di ricarica pubblici (+750 sul 2016), di cui il 16% (443) high power, e circa 1.300 colonnine, anche se la distribuzione geografica appare ancora sbilanciata, con differenze evidenti fra le aree del Paese.

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