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E’ ufficiale: LinkedIn si quota in Borsa

L’azienda ha fatto formale richiesta alla Sec. E c’è chi sostiene che si tratta solo della prima di una serie di operazioni che vedranno protagoniste le Internet company. Facebook e Groupon le principali “candidate”

28 Gen 2011

E’ ufficiale: LinkedIn ha fatto richiesta all’ente regolatore
americano per la sua Ipo, come rivela oggi il Wall Street Journal,
sottolineando che potrebbe trattarsi della prima di una serie di
quotazioni di alto profilo da parte di Internet companies come
Facebook e Groupon.

Con sede a Mountain View, in California, LinkedIn gestisce una rete
online per professionisti che conta oltre 90 milioni di membri
registrati. Nei documenti presentati alla Securities and exchange
commission l’azienda non specifica quante azioni metterà sul
mercato né a quale prezzo. Tuttavia il dossier con cui LinkedIn
chiede formalmente la quotazione in Borsa permette di gettare per
la prima volta uno sguardo approfondito su un’attività di social
networking diventata remunerativa. Una dimostrazione quanto mai
necessaria perché, se il social networking è diventato la
tecnologia di Internet più in voga del momento, anche grazie al
successo planetario di Facebook, attrarre milioni di utenti non
sempre significa generare profitti.

LinkedIn prova che un business model esiste: nel file presentato
alla Sec si legge che le entrate dell’azienda hanno raggiunto 161
milioni di dollari nei nove mesi terminati il 30 settembre 2010,
mentre l’utile netto è di 1,85 milioni. La company è andata in
attivo proprio l’anno scorso, mentre nei primi nove mesi del 2009
perdeva 3,4 milioni di dollari. Anche per il 2011 LindeIn non
prevede profitti, ma ciò accadrà perché, spiega il management,
sta fortemente investendo in infrastruttura tecnologica e
nell’espansione internazionale.

A differenza di altre aziende del web che dipendono esclusivamente
dalla pubblicità online per i loro guadagni, LinkedIn afferma di
avere tre fonti di revenue: una è l’advertising, ma ci sono
anche gli abbonamenti premium e le soluzioni di recruitment per i
dipartimenti di risorse umane delle aziende che cercano nella sua
banca dati. Quest’ultima categoria è quella cresciuta più
rapidamente e rappresenta circa il 41% del fatturato di LinkedIn
nei primi nove mesi del 2010.

La diversificazione è il segreto del successo del sito, secondo
l’analista di eMarketer Debra Aho Williamson: “Così si è meno
esposti nel caso un mercato rallentasse. L’ideale è un business
a tutto tondo e LinkedIn sembra averlo costruito”.

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