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Frequenze all’asta? E’ guerra alla Camera

Il digital dividend approda al Parlamento in un question time lanciato dal Pd. Il governo: “La presenza di 600 tv locali e 21 reti nazionali impone cautela nella diversa allocazione delle frequenze”. L’ex ministro alle Comunicazioni Gentiloni: “Il governo rinuncia a un introito paragonabile a quello di misure come il blocco degli stipendi pubblici”

01 Giu 2010

La scelta del governo Berlusconi “di difendere il vecchio club
televisivo impedisce allo Stato un introito paragonabile a quello
di misure come il blocco degli stipendi pubblici oppure
l'ennesimo condono edilizio''. E’ il j’accuse
dell’ex ministro alle Comunicazioni Paolo Gentiloni a commento
della risposta al suo question time lanciato stamattina alla
Camera. ''La conferma di un uso televisivo di tutte le
frequenze – dice il deputato Pd in commissione Trasporti della
Camera – mette in fine a rischio i collegamenti in banda larga
dalle reti mobili, collegamenti sempre più preziosi vista la
diffusione degli smartphone e degli iPad''.

"Sul tema sollevato – ha detto Elio Vito, ministro per i
rapporti con il Parlamento, rispondendo a Montecitorio
all’interrogazione parlamentare sull'assegnazione di
frequenze – vi è da tempo attenzione da parte del governo. La
necessita' di consentire un'equilibrata transizione alla
nuova tecnologia televisiva, nel peculiare contesto del nostro
paese che vede la presenza di quasi 600 emittenti locali e 21 reti
nazionali, ha imposto cautela esclusivamente sulla tempistica della
diversa allocazione della banda di frequenze che anche in Italia
potra' essere destinata ai nuovi servizi di telecomunicazione,
e che, in attesa di essere liberata, viene attualmente utilizzata
per la radiodiffusione televisiva”. In particolare – ha
proseguito il ministro – il ministero dello Sviluppo economico ha
reso noto che si stanno studiando, anche di concerto con
l'Agcom, nuovi criteri di 'efficientamento' dello
spettro radioelettrico gia' assegnato o da assegnare nelle aree
televisive digitalizzate e ancora da digitalizzare. Tra
l'altro, si ipotizzano misure idonee a recuperare capacita'
trasmissiva non utilizzata, cosi' favorendo eventualmente
processi di condivisione dei multiplex da destinare o gia'
destinati agli operatori di rete in ambito locale".

Per l'esponente democratico la risposta del ministro Vito
''alla nostra interrogazione durante il question time
conferma le preoccupazioni che avevamo: il governo sta
sottovalutando l'importanza degli investimenti su internet che
hanno anche un potere moltiplicativo sull'occupazione. Il
governo Berlusconi è un governo troppo televisivo''. A
differenza degli altri Paesi europei “l'Italia non ha ancora
deciso di destinare ai nuovi servizi di Tlc una parte delle
frequenze liberate nel passaggio alla tv digitale''.

Lo scopo, secondo il ministro Vito, è consentire la “razionale e
non discriminatoria assegnazione al comparto radiotelevisivo di
risorse frequenziali per la diffusione di un numero di contenuti
adeguati. Al tempo stesso, si potranno accelerare le procedure per
la destinazione del dividendo di spettro a nuovi servizi di
telecomunicazione, con possibili fonti di ricavo derivanti dalla
messa a gara a offerta economica di tali risorse. Quanto al
cosiddetto beauty contest, richiamato nell'interrogazione, le
modalita' di gara e il quantitativo delle relative risorse,
pari a 6 frequenze da assegnare per i nuovi entranti, sono stati
individuati dalla Commissione europea nell'ambito delle
trattative per la chiusura della procedura d'infrazione n.
2005/5086”.

Infine – ha concluso il ministro Vito – seppure la grave crisi
globale abbia obbligato al congelamento momentaneo dei fondi
stanziati con la legge 69 del 2009, il piano nazionale Banda Larga
sta andando avanti velocemente. Si sono ottimizzate le risorse a
disposizione, portando la banda larga a 2,6 milioni di cittadini
finora esclusi dal servizio. In questi 2 anni sono stati siglati
accordi con quasi tutte le Regioni italiane, prevedendo bandi di
gara per complessivi 275 milioni di euro. Inoltre, entro
l'estate l'intenzione e' quella di mettere a bando
ulteriori 200 milioni per portare la banda larga nelle aree rurali
e nei distretti industriali, raggiungendo cosi' altri 2 milioni
di cittadini".

Gentiloni ha evidenziato come ''In Germania la gara che si
e' conclusa la settimana scorsa per assegnare alla telefonia
mobile il 'dividendo di spettro' liberato dal passaggio
della tv al digitale, si e' conclusa assicurando alle casse 4,4
mld di euro''. A suo avviso dunque, ''in tempi di
crisi e' molto importante fare questo passaggio sia per le
entrate delle casse dello Stato che per le ricadute positive
sull'occupazione. Nel nostro Paese le vecchie frequenze
liberate dal passaggio al digitale rimarranno ai vecchi editori”.