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Schmidt (Google): “E’ Bing il nostro vero nemico”

Le minacce non arrivano da Apple o Facebook ma dal motore di ricerca di Microsoft che, ad agosto, ha surclassato Yahoo!

27 Set 2010

Bing fa paura a Google. Il chief executive Eric Schmidt ha
dichiarato che il motore di ricerca di Microsoft è la vera
“minaccia” per il colosso di Mountain View, non Facebook o
Apple. "E' vero che la web search non è l’unico
business in gioco, ma alla fine tutto si riduce alla ricerca di
informazioni”, ha detto Schmidt in una video-intervista
pubblicata online dal Wall Street Journal.

Il numero uno di Google descrive Apple come un rivale di tutto
rispetto e Facebook come una "azienda che sta facendo un
eccellente lavoro nel campo del social networking", ma il vero
competitor è il motore di ricerca di Microsoft. "Per noi
Apple e Facebook non sono una minaccia dal punto di vista della
concorrenza”, ha ribadito Schmidt. “E’ Bing il nostro rivale,
perché è un motore di ricerca che funziona bene ed è molto
competitivo”.

Proprio Bing ha surclassato per la prima volta Yahoo! ad agosto
negli Stati Uniti, divenendo il secondo motore di ricerca più
usato. La società di ricerca Nielsen ha infatti rilevato che Bing
di Microsoft, insieme a Msn e Windows Live, controllava il 13,9%
dei volumi di ricerca negli Usa lo scorso mese, con una crescita
dello 0,25% rispetto a luglio, mentre Yahoo! aveva uno share del
13,1% delle ricerche americane, in calo rispetto al 14,6% di
luglio. Google continua a dominare il mercato con il 65,1% di tutte
le ricerche Internet ad agosto, tuttavia i siti Microsoft hanno
accresciuto la loro quota nella ricerca dal 10,7% al 13,9% da
agosto 2009 ad agosto 2010, mentre Yahoo! è scesa dal 16% al 13,1%
e Google è rimasta stabile.

Yahoo! e Microsoft, tra l’altro, hanno stretto un anno fa
un’alleanza nella web search e nella pubblicità, che rappresenta
un’offensiva congiunta contro Google. Come parte dell’accordo,
Yahoo! userà il motore di ricerca di Microsoft sui suoi siti.
Così dal mese scorso la search di Yahoo! in Stati Uniti e Canada
è targata Bing e presto sarà così in tutti i siti mondiali della
società di Sunnyvale.

Mentre pensa a parare l’offensiva sul settore della ricerca,
Google non può smettere di pensare ai suoi guai legali: in Francia
il Tribunal de Grande Instance de Paris ha condannato Big G per
diffamazione dando ragione a un cittadino che ha visto sul motore
di ricerca il suo nome associato a una serie di termini quali
“satanismo, prigione, stupro, condanna”. La persona in
questione è stata effettivamente riconosciuta colpevole per
“corruzione di minore” e condannata a tre anni di prigione nel
2010, ma con una sentenza non definitiva.

Google ha immediatamente fatto appello alla decisione del tribunale
parigino precisando che “Google Suggest rappresenta una
aggregazione delle richieste più popolari, basate sulle richieste
passate effettuate dagli internauti. Non è Google a suggerire
questi termini”.