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LA CLASSIFICA

Banda ultralarga, l’Italia bocciata (ancora)

Con Francia e Grecia siamo sotto il 50% per diffusione di almeno 30 Mb. Il confronto con i Paesi più popolosi ci vede in coda alla classifica

03 Lug 2015

Cristoforo Morandini, Partner EY

Giugno, tempo di pagelle ed è arrivata la classifica sulla banda ultralarga (almeno 30 Mbps) redatta ogni anno all’interno del Digital Agenda Scoreboard.
La media europea è ormai attorno al 70%, con quattro Paesi (Malta, Belgio, Olanda, Lituania e Lussemburgo) che superano il 90%. Solamente tre Paesi sono ancora sotto il 50%, vale a dire la Francia, l’Italia e la Grecia, che diventa il fanalino di coda. In realtà, il confronto più interessante è quello tra le cinque nazioni più popolose, con il Regno Unito che ha raggiunto l’89% di copertura, la Germania l’81%, la Spagna il 73%, la Francia il 43% e l’Italia il 36%. Il primato della crescita è della Croazia (+24%), seguita dall’Austria (+18%), dall’Irlanda (+17%) e dall’Italia (+16%).
Vale la pena allora di fare qualche considerazione. Innanzitutto, l’obiettivo strategico di coprire l’intero territorio europeo entro il 2020 verrà sicuramente raggiunto, in particolare utilizzando soluzioni Fttc (Fiber to the cabinet) nei Paesi maggiori. Meno evidente è invece il conseguimento dell’obiettivo di adozione dei servizi a 100 Mbps da parte del 50% della popolazione, ma molto dipenderà da un lato dallo sviluppo tecnologico e, dall’altro, dalle condizioni economiche. Il raggiungimento dei diversi obiettivi dipenderà, specie per i Paesi maggiori, dallo sviluppo di forme di partnership pubblico-privato, in grado di garantire sia il raggiungimento delle aree più remote che, in prospettiva, di fare un ulteriore salto di qualità.
Sempre che, nel frattempo, non si mettano in discussione gli obiettivi strategici, ad esempio innalzando l’asticella prestazionale. Nel nuovo millennio ci basteranno i 100 Mbps?

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