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Italia digitale a macchia di leopardo, il gap tra territori frena lo sviluppo

La Corte dei conti evidenzia un forte divario tra gli enti, dovuto a ragioni geografiche e dimensionali. Mentre le Regioni sono in regola con gli obiettivi del Piano Triennale, i Comuni, soprattutto i più piccoli, stentano ad aderire al modello Cloud per la PA

Pubblicato il 06 Ago 2020

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Il gap tra territori zavorra l’Italia digitale. È quanto emerge dalla rilevazione della Corte dei conti sullo stato di attuazione del Piano Triennale per l’Informatica che ha coinvolto 8.036 gli enti per un totale di 7.273 i questionari completati (pari al 90,51% del totale).

“C’è un netto divario sull’attuazione del piano per la digitalizzazione tra gli enti territoriali italiani – si legge nel monitoraggio che si inserisce nel quadro dei protocolli stipulati dalla Corte dei conti, prima con il Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale e poi con il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione – Un divario che si distribuisce secondo fattori sia geografici che dimensionali”.

Mentre, infatti, le Regioni, le Province autonome e le 12 Città con popolazione superiore a 250.000 abitanti, conseguono, nella maggioranza dei casi, gli obiettivi del Piano triennale 2017-2019, con valori nella media o superiori che si concentrano, prevalentemente, nei distretti economicamente più sviluppati del paese, nel Centro-nord, e in particolare nell’area del Nord-est, negli enti locali la diffusa frammentazione in comunità di piccole dimensioni, il 93% delle quali è costituita da collettività con popolazione inferiore a 20.000 abitanti, incide negativamente sul grado di attuazione degli obiettivi del Piano triennale per l’informatica.

Carenze e inadeguatezze sono emerse sia nei criteri di selezione della figura istituzionalmente preposta a guidare i processi di digitalizzazione nella PA: il Responsabile per la Transizione digitale è stato nominato solo dal 36,7% delle amministrazioni territoriali e nel 67,9% dei casi fra soggetti privi di specifiche competenze nel campo, sia nel campo della formazione delle risorse umane nelle tecnologie dell’informazione (IT), uno degli elementi di debolezza strutturale del Paese, secondo il recente report digital Economy and Society Index della Commissione europea.

Buono risulta il grado di diffusione in Regioni e province autonome delle piattaforme abilitanti Spid, PagoPA, NoiPA e Anpr, infrastrutture immateriali essenziali al processo di digitalizzazione dei servizi pubblici.

Uno dei punti qualificanti del Piano triennale prevede la progressiva dismissione dei data center obsoleti e inefficienti e la migrazione dei servizi pubblici verso il Modello Cloud della PA, con l’obiettivo di ridurre i costi di gestione delle infrastrutture IT in favore di maggiori investimenti in nuovi servizi digitali.

“Anche in questo caso, come per la diffusione delle principali piattaforme abilitanti, si evidenziano livelli di adesione superiori alla media nei 12 Comuni con popolazione superiore ai 250.000 abitanti e, a seguire, nelle Regioni e Province autonome – conclude il report – La media del livello di adesione risulta invece pari a zero nelle due fasce di Comuni, con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, e nelle Province e Città metropolitane appartenenti al contesto geografico delle Isole”.

La collaborazione con il ministro dell’Innovazione

In seguito alla firma di due protocolli d’intesa, prima con il Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale e successivamente con il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, la Sezione delle autonomie della Corte dei conti ha inserito nel suo programma di attività un’indagine conoscitiva sullo stato di attuazione del Piano Triennale per l’informatica 2017-2019 negli enti territoriali, facendosi promotrice di una ricognizione dello stato di attuazione dell’Agenda digitale italiana di cui il Piano triennale è immediata derivazione, rinvenendosi in esso gli indirizzi per favorire e sostenere la trasformazione digitale del Paese.

La finalità della rilevazione è quella di fornirne al Parlamento una fotografia della situazione attuale di Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni, delineando il quadro informativo/statistico del livello di informatizzazione delle amministrazioni territoriali coinvolte e richiamando al contempo l’attenzione di queste ultime sulla necessità di portare a compimento le attività operative indicate dal Piano per migliorare la qualità e quantità dei servizi resi al cittadino, con maggior efficienza e risparmi di spesa.

Dalle domande rivolte agli enti, sono state individuate alcune ritenute particolarmente significative per la valutazione del grado di digitalizzazione degli enti. Sulla base dei quesiti prescelti sono stati costruiti degli indicatori per ciascun settore. Dalla somma dei risultati ottenuti per ciascuno degli ambiti è stato ottenuto, infine, un indicatore complessivo per ogni categoria di ente e, sulla scorta di questi, un indicatore nazionale del sistema delle autonomie territoriali.

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