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Reti amiche, al via in 30 comuni il ‘notaio digitale’

Il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione, Rentato Brunetta ha presentato il protocollo d’intesa con il Consiglio nazionale del Notariato

18 Giu 2009

Decolla la sperimentazione dei servizi "reti amiche" in
30 Comuni italiani, che permetterà al notaio di accedere
direttamente ad informazioni anagrafiche, visure catastali e altre
informazioni sugli immobili.

Ad annuniciarlo durante la conferenza a Palazzo Chigi il ministro
per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato
Brunetta, presentando il protocollo fra il suo ministero e il
Consiglio nazionale del Notariato. «È un ulteriore tassello – ha
detto Brunetta – che per il momento riguarda 100.000 abitanti. Mi
piacerebbe che la rete dei Notai e l'Anci potessero
generalizzare questo mirabile prototipo portando da 100.000 a 60
milioni il numero di utenti».

Attraverso la sperimentazione di "reti amiche" fra notai
e comuni – ha spiegato il ministro – "si va dal notaio, si
chiede un certificato catastale e lo si ottiene allo stesse
condizioni del Comune. E non è necessario essere cliente del
notaio". Si tratta – ha commentato Brunetta – di una
"bella pagina di buona amministrazione, buone relazioni
professionali e buon governo". La sperimentazione – informa
una nota congiunta del ministero per la Pubblica amministrazione
del del Consiglio nazionale del Notariato – è operativa in 25
comuni in provincia di Padova, Borgoricco, Maserà di Padova,
Saccolongo, Saonara; di Verona, Bovolone, Castel d'Azzano,
Castelnuovo del Garda, Lazise, Minerbe, Negrar, Oppiano, Povegliano
Veronese, Salizzole, Soave, Sona, Terrazzo, Trevenzuolo; di
Vicenza, Brendola, Camisano Vicentino, Castelgomberto, Dueville,
Marano Vicentino, Montecchio Maggiore, Torri di Quartesolo e di
Venezia, Mirano. Sono in corso i lavori per estenderla anche ai
comuni di Forlì, Roma, Brescia e Prato. "Spero – ha detto
Brunetta – di arrivare entro pochi mesi ad un milione di abitanti
interessati.