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INNOVAZIONE

Scommessa open gov per la Sicilia: sotto la lente i dati dell’Ars

In occasione del raduno annuale della community “Open Data Sicilia” verrà presentato il progetto della Regione che facilita la conoscenza e il riuso delle info relative alle attività istituzionali. In campo Cnr e Università di Messina. Appuntamento il 9 e 10 novembre a Palermo

05 Nov 2018

La Sicilia rilancia sugli open data. Anche quest’anno la community “Open Data Sicilia” si incontrerà nel consueto raduno annuale per promuovere la cultura dell’open government. L’evento, di cui FPA è mediapartner, è organizzato a Palermo il 9 e 10 novembre.

La community “Open Data Sicilia” è costituita da cittadini e associazioni e opera da diversi anni sul territorio ponendosi come obiettivo quello di sensibilizzare la cittadinanza e le pubbliche amministrazioni su tematiche relative alla trasparenza, al monitoraggio e all’Open Government in generale.

Quest’anno verrà presentato OpenArs, i Linked Data dell’Assemblea Regionale Siciliana (Ars): si tratta di un progetto nato dalla collaborazione tra l’università di Messina e il Cnr di Palermo che si pone l’obiettivo di rendere pubblico il patrimonio informativo dell’Assemblea Regionale Siciliana secondo le regole dei linked-data, sfruttando cioè le potenzialità del Web Semantico per consentirne la fruizione in modo flessibile e dinamico.

“Applicare i principi Linked Data vuol dire passare da un Web di documenti a un Web di dati. Nel Web semantico non ci sono più documenti ma dati o risorse. Ogni dato è indipendente, collegato agli altri dati e definito formalmente da un’ontologia – spiega Giovanni Pirrotta  dell’Università di Messina –  Per i dati Ars è stata sviluppata infatti un’apposita ontologia, chiamata OpenARS, in grado di descrivere in modo formale, sfruttando le potenzialità del Web semantico, le diverse tipologie di dati dell’Assemblea Regionale Siciliana e le interconnessioni che intercorrono tra gli stessi”.

L’ontologia permette di assegnare ad ogni dato – dalle info agli atti – un significato e di trasformare i dati dell’Ars in un enorme grafo direttamente esplorabile e riutilizzabile in modo da arricchire il valore dei dati presenti sul sito.

“L’utilizzo degli open data spesso più utile è quello inaspettato, quello a cui non avevi pensato – spiega Andrea Borruso, che è presidente dell’associazione onData che fa parte della community Open Data Sicilia – Il primo punto di interesse per tutti è che attraverso gli open data abbiamo la possibilità di andare direttamente alla fonte per scoprire senza mediazioni come “camminano” gli atti legislativi. Se, per esempio, sono interessato a seguire i decreti legge legati a uno specifico tema posso iscrivermi a un servizio che mi avvisa ogni volta che questi decreti vengono aggiornati o approvati. Questo mi consente di prendere decisioni in maniera informata. Sono un’azienda? Posso scoprire finanziamenti e opportunità. Sono un cittadino o un’associazione? Posso provare a reagire nel momento in cui un provvedimento che considero errato non è ancora diventato legge. Questo ovviamente funziona solo se a fianco di una PA che vuole essere trasparente e coinvolgere i cittadini ci sono comunità che hanno voglia e capacità di cogliere questa apertura”.

L’invito è aperto a tutti, studenti, ricercatori, giornalisti, aziende o semplici appassionati di Open Data, di trasparenza, di monitoraggio e di open-government in generale.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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