Cloud, droni e chip: dall'Ue spinta alle sinergie tra settori civile, difesa e spazio - CorCom

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Cloud, droni e chip: dall’Ue spinta alle sinergie tra settori civile, difesa e spazio

La Commissione mira a creare un circolo virtuoso ricerca-industria-società con una progettazione che prevede by-design le applicazioni in più ambiti per amplificare le ricadute positive e potenziare l’innovazione e l’indipendenza tecnologica europee

22 Feb 2021

Patrizia Licata

giornalista

La Commissione europea ha presentato un piano d’azione sulle sinergie tra i settori civile, della difesa e dello spazio per rafforzare ulteriormente il vantaggio tecnologico dell’Europa e sostenerne la base industriale. Il piano d’azione è concepito per inserirsi in un contesto in cui, per la prima volta, i finanziamenti dell’Ue offrono opportunità per potenziare l’innovazione europea mediante l’individuazione e lo sfruttamento del potenziale rivoluzionario delle tecnologie in aspetti che sono comuni ai campi civile, della difesa e dello spazio, come il cloud, i processori, la cyber intelligence e l’intelligenza quantistica e artificiale.

Un circolo virtuoso tra ricerca, industria e usi civili

Nella nota diffusa da Bruxelles vengono delineati i principali obiettivi del piano d’azione e le azioni mirate per raggiungerli.

Ecco i tre obiettivi-chiave:

  • rafforzare la complementarità tra i programmi e gli strumenti pertinenti dell’Ue in materia di ricerca, sviluppo e diffusione per accrescere l’efficienza degli investimenti e l’efficacia dei risultati (le sinergie);
  • far sì che i finanziamenti dell’Ue per la ricerca e lo sviluppo, anche nei settori della difesa e dello spazio, producano vantaggi economici e tecnologici per i cittadini europei (gli spin-off);
  • facilitare l’uso dei risultati della ricerca industriale e dell’innovazione in campo civile nei progetti di cooperazione europea in materia di difesa (gli spin-in).

Focus sul potenziale innovativo di Pmi e start-up

Tenendo presenti questi obiettivi, le undici azioni mirate, incentrate sull’interazione tra i settori civile, della difesa e dello spazio, sono le seguenti:

  • istituire un quadro volto a rafforzare le sinergie e l’arricchimento reciproco tra tutti i programmi e gli strumenti pertinenti dell’Ue, ad esempio nel settore del digitale, del cloud e dei processori;
  • Inquadrare in modo sistematico e coerente lo sviluppo di tecnologie critiche, innanzi tutto individuando tali tecnologie e i futuri requisiti in materia di capacità e, in un secondo momento, elaborando tabelle di marcia tecnologiche. Infine, l’avvio di progetti faro sarà finalizzato a ridurre le dipendenze, promuovere la standardizzazione e l’interoperabilità, incentivare la cooperazione transfrontaliera, creare nuove catene del valore e rispondere alle esigenze strategiche della società e dell’Ue;
  • sostenere, in tutta l’Unione, l’innovazione generata dalle start-up, dalle piccole e medie imprese (Pmi) e dalle organizzazioni di ricerca e tecnologia (Rto) agevolando il loro accesso a nuove opportunità, anche tramite la creazione di una rete di “incubatori dell’innovazione”;
  • prepararsi all’avvio di tre progetti faro che potrebbero segnare una svolta radicale: le tecnologie dei droni, che migliorano la competitività dell’industria dell’UE in questo settore tecnologico critico caratterizzato da una forte dimensione di difesa; una connettività spaziale sicura che, basandosi sulla crittografia quantistica, dovrebbe fornire un sistema di connettività resiliente e connessioni ad alta velocità a tutti i cittadini europei; e la gestione del traffico spaziale, necessaria per evitare eventi di collisione che possono derivare dalla proliferazione di satelliti e detriti spaziali e, al tempo stesso, per assicurare un accesso autonomo allo spazio.

Indipendenza tecnologica e ruolo guida negli standard

Benché la sua portata si limiti ai programmi e agli strumenti dell’Ue, il piano d’azione può anche innescare un analogo effetto sinergico positivo a livello nazionale grazie al cofinanziamento di progetti dell’Ue da parte degli Stati membri. Il partenariato transatlantico e la cooperazione con altri paesi che condividono gli stessi principi possono sostenere l’impegno dell’Ue in questo campo.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per “Un’Europa pronta per l’era digitale”, ha dichiarato:Con il Fondo europeo per la difesa disponiamo di un importante potenziale di sinergie tra l’innovazione nel settore dello spazio e della difesa e la ricerca e l’innovazione a scopi civili. Ne abbiamo bisogno per una serie di tecnologie critiche. Il piano d’azione consiste in un approccio sistematico e metodologico alle sinergie nelle tecnologie critiche appartenenti a queste tre sfere. L’idea è che le innovazioni interessino sistematicamente una molteplicità di utilizzi fin dalla progettazione e che sia possibile sfruttare l’enorme potenziale di innovazione dei ricercatori e delle start-up.”

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: “Lo sfruttamento ottimale del Fondo europeo per la difesa e la garanzia di forti sinergie tra le tecnologie civili, della difesa e dello spazio genereranno innovazioni rivoluzionarie e consentiranno all’Europa di rimanere il punto di riferimento mondiale per la definizione degli standard. Ridurranno inoltre la nostra dipendenza dalle tecnologie critiche e rafforzeranno la leadership industriale di cui abbiamo bisogno per riprenderci dalla crisi.”

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