Nasa Earth Science, 4 missioni in rampa di lancio per il 2022

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Nasa Earth Science, 4 missioni in rampa di lancio per il 2022

L’obiettivo delle nuove attività sarà di fornire dati e informazioni ancora più accurati che in passato su condizioni atmosferiche, polveri minerali, superfici delle acque e degli oceani

21 Dic 2021

Nicola Desiderio

La divisione Earth Science della Nasa ha pianificato quattro missioni per il 2022 con l’obiettivo di fornire dati ancora più accurati che in passato riguardo a: condizioni atmosferiche, polveri minerali, superfici delle acque e degli oceani.

La prima missione si chiama Tropics (Time-Resolved Observations of Precipitation Structure and Storm Intensity with a Constellation of SmallSats) e sarà composta da 6 satelliti di piccole dimensioni (cubesat) che saranno lanciati nel mese di marzo su un vettore Astra Space. Un piccolo satellite apripista della missione è stato già lanciato lo scorso giugno con un razzo SpaceX Transporter-2 per le verifiche strumentali, le comunicazioni e l’elaborazione dei dati. Una volta operativa, la missione Tropics fornirà dati sulla situazione meteorologica ogni 60 minuti invece delle 4 ore necessarie ai satelliti della Nation Oceanic e Atmosperic Administration consentendo così di tracciare e monitorare in modo più puntuale la posizione e i movimenti degli uragani. In questo modo saranno garantite previsioni più precise permettendo di assistere in anticipo i territori coinvolti e di gestire meglio i disastri naturali.

La seconda missione dell’agenda si chiama Emit (Earth Surface Mineral Dust Source Investigation) e consisterà in un modulo che in maggio sarà installato su una piattaforma allestita all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale. Lo scopo di Emit è raccogliere dati per comprendere meglio i fenomeni di riscaldamento e raffreddamento delle polveri minerali sulla Terra. Quest’ultime, sollevate dai forti venti che ci sono nelle regioni aride, vanno nell’atmosfera assorbendo o disperdendo le radiazioni e giocando un ruolo nella formazione sia delle nuvole sia delle precipitazioni nevose. In più, le polvere minerali agiscono come fertilizzanti per i processi biologici negli oceani e le foreste tropicali, ma sono anche pericolosi da respirare e creano problemi per la visibilità. Emit aiuterà a capire meglio i nessi già noti che esistono tra tali fenomeni e le polveri minerali.

La terza missione si chiama Noaa, sarà il secondo satellite della Joint Polar Satellite System e sarà lanciata nel mese di settembre con il razzo United Launch Alliance Atlas 5 dalla base spaziale di Vandenberg, in California. Una volta lanciato, il satellite sarà chiamato Noaa 21 e, così come i suoi predecessori Suomi Npp e Noaa 20, sarà equipaggiato con un sistema di rilevazione radiometrica dei raggi infrarossi visibili fornito dalla Ratheon, da un ecoscandaglio a micro onde di ultima generazione della Northorp Grumman e da un altro ecoscandaglio per raggi infrarossi trasversali fornito dalla L3Harris Technologies.

La quarta missione sull’agenda della Earth Science della Nasa si chiama Swot (Surface Water and Ocean Topography) e, grazie a due antenne radar montate su un traliccio a 10 metri di stanza l’una dall’altra, fornirà dati altimetrici per la misurazione bidimensionale del livello delle acque con una risoluzione spaziale mille volte maggiore di un altimetro convenzionale. In questo modo si avrà una mappa dettagliata sull’altezza della superficie delle acque, ma anche dei fiumi e delle loro foci. Inoltre sarà misurato il bilancio tra acque calde e fredde, fattore diventato critico con il riscaldamento globale che ha accelerato il ciclo delle acque aumentando il tasso di umidità atmosferica e le precipitazioni. Anche la missione Swot sarà lanciata dalla base di Vandenberg, ma a novembre a bordo di un razzo Falcon-9 di SpaceX e il modulo sarà integrato su un satellite francese.

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