Satellite as a service: nasce Virgin Orbit, la newco delle Tlc dallo spazio - CorCom

STRATEGIE

Satellite as a service: nasce Virgin Orbit, la newco delle Tlc dallo spazio

Vieco Usa si fonde con NextGen e la nuova società si prepara per il debutto al Nasdaq. Il modello di business fa leva sull’utilizzo della rete di satelliti e di una vasta gamma di servizi, dalla raccolta di immagini fino all’Internet of Things

03 Gen 2022

Nicola Desiderio

Vieco Usa si fonde con NextGen e nasce ufficialmente la Virgin Orbit Holdings, una nuova società unica che punta a prendersi la propria fetta nella Space Economy diventando una società per azioni ed entrando anche in Borsa al Nasdaq di New York, con la nuova sigla Vorb e un gruppo di azionisti istituzionali che comprende, oltre a Virgin Group e sponsor di NextGen, anche Boeing, AE Industrial Partners e Mubadala.

Viene così conclusa entro i tempi previsti l’operazione annunciata lo scorso 23 agosto tra Vieco, la consociata della Virgin Orbit con sede a Long Beach in California, e l’azienda con sede a Boca Raton in Florida fondata da George Mattson e Gregory Summe. I due siederanno nel nuovo consiglio di amministrazione della Virgin Orbit Holdings insieme all’amministratore delegato Dan Hart (già presidente della Virgin Orbit), Susan Helms (ex astronauta e ancora consulente della Nasa), Evan Lovell, Katharina McFarland e Abdulla Mohamed Shadid.

La Virgin Orbit Holdings si propone di portare avanti il modello di business piuttosto singolare, utilizzato dalla Virgin sin dal suo ingresso in questo mondo, del “Satellite as a service”, ovvero di utilizzo della propria rete di satelliti da parte di più clienti di vario tipo (telecomunicazioni, agricoltura, difesa, sicurezza, osservazione terrestre, etc) secondo i propri scopi precipui beneficiando di un pacchetto che comprende una gamma completa di servizi, dalla semplice raccolta di immagini fino all’Internet of Things. Tra i clienti già acquisiti ci sono Nasa, Dipartimento di Difesa Usa, l’aeronautica olandese e la polacca SatRevolution che si avvalgono del LauncherOne, il sistema “above the clouds” che prevede il lancio del razzo in volo dall’ala di un Boeing 747-400. La Virgin Orbit ha già compiuto 19 missioni con successo e la prossima è prevista per il 12 gennaio.

Tale sistema permette di poter effettuare lanci praticamente in tutto il mondo. A tal proposito, la Virgin Orbit negli ultimi mesi ha anche lavorato ad espandere la propria rete di spazioporti a livello internazionale. C’è già un accordo con il governo britannico, siglato personalmente dai vertici dell’azienda con il primo ministro Boris Johnson, per avere il prossimo anno in Cornovaglia il primo lancio della storia sulle isole britanniche. Un altro è con l’agenzia spaziale brasiliana (Agência Espacial Brasileira, Aeb) e l’aeronautica brasiliana (Força Aérea Brasileira, Fab) per allestire uno spazioporto in loco ed è stata firmata una lettera di intenti con la Ana Holdings Inc per operare 20 missioni con il LauncherOne in Giappone, nella Prefettura di Oita. Con tali accordi, la Virgin Orbit Holdings ha un portafoglio virtuale di oltre 30 missioni da realizzare.

La Virgin Orbit ha inoltre investimenti in Arqit (crittografia quantistica), Horizon Technologies (marine intelligence) e HyperSat, specializzata analisi geospaziale e ha anche annunciato accordi commerciali con BigBear.ai e Redwire per potenziare gli attuali servizi e crearne di nuovi. “Virgin Orbit è ben posizionata per continuare a rivoluzione il lancio di satelliti e nel costruire una tecnologia spaziale senza rivali che secondo noi crediamo cambierà il mondo in meglio. Con una base di clienti globale e variegata, siamo l’unica compagnia di lancio che può andare in ogni momento, da qualsiasi luogo e verso qualsiasi orbita” ha detto Sir Richard Branson, il vulcanico fondatore di Virgin.

Branson e gli altri membri del consiglio di amministrazione saranno presenti il 7 gennaio al debutto del titolo. La transazione prevede che NextGen versi 100 milioni di dollari e si prevede di raccogliere un capitale totale di 228 milioni che, come ha dichiarato Dan Hart, amministratore delegato di Virgin Orbit “ci permetteranno di raggiungere economie di scala per la costruzione di razzi, estendere il nostro business dei servizi e potenziare lo sviluppo di prodotti mentre continuiamo ad espanderci globalmente attraverso accordi con i nostri clienti in tutto il mondo”. “La tecnologia diversificata offerta dalla nostra azienda – hanno dichiarato Mattson e Summe, i fondatori di NextGen – porta enormi benefici ai clienti. Siamo contenti di aiutare l’avanzare di Virgin Orbit all’interno del prossimo capitolo del suo esaltante viaggio come società quotata”.

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