Space economy, Comparini: “L’Italia sarà sempre più protagonista, siamo alle porte di una rivoluzione” - CorCom

L'INTERVISTA

Space economy, Comparini: “L’Italia sarà sempre più protagonista, siamo alle porte di una rivoluzione”

Secondo l’Ad di Thales Alenia Space Italia sono 4 le aree di azione in cui il nostro Paese potrà ritagliarsi un ruolo fondamentale nello scacchiere europeo e globale: evoluzione dei sistemi di Tlc, Osservazione della Terra, Space Factory e servizi in orbita. “Fondamentale attrarre investimenti e spingere l’export”. I fondi del Pnrr per accelerare l’evoluzione tecnologica in mix con il digitale

15 Nov 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

“Il Pnrr si aggiunge al cammino di investimenti in crescita che, a partire dalla Ministeriale di Siviglia del 2019, sono stati messi in campo dall’Italia. Investimenti che hanno consentito al nostro Paese un balzo importante nel portare a casa missioni molti importanti, dall’evoluzione del programma Copernicus alle attività di esplorazione e ritorno sulla Luna. E abbiamo riportato in Italia la costruzione e lo sviluppo di Galileo, quello di nuova generazione.  Con le nuove risorse si potrà ulteriormente spingere e siamo alle porte di una vera e propria rivoluzione che vedrà l’Italia sempre più protagonista”. Massimo Comparini, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia fa il punto con CorCom sul futuro che attende il nostro Paese e sul contributo che l’azienda potrà dare nel spingere ulteriormente la crescita della space economy nazionale.

Comparini come si sta evolvendo lo scenario?

Sono quattro le aree più promettenti: evoluzione dei sistemi di Tlc e Osservazione della Terra – due aree di tradizionale leadership delle comunità scientifiche, accademiche e industriali -, Space Factory, ossia la realizzazione di infrastrutture per il cosiddetto Spazio 4.0  in cui il digitale giocherà un ruolo chiave,  ed i servizi in orbita, fondamentali per la gestione del ciclo di vita delle missioni attorno alla Terra e anche per alcune iniziative come, ad esempio, quelle legate alla rimozione dei detriti. I fondi del Pnrr saranno determinanti e devono essere orientati in direzione della realizzazione di nuove infrastrutture spaziali, dei programmi di osservazione della Terra, dei servizi di downstream ed anche della messa in orbita di satelliti di piccole dimensioni per dare vita ad un ‘gemello digitale’ del territorio. Attività fondamentali per il ritorno economico e per consentire da un lato di accrescere ulteriormente gli sviluppi tecnologici e dall’altro la capacità dell’export. Altra leva fondamentale sarà quella dei servizi e delle applicazioni che saranno potenziati dai nuovi assetti spaziali.

Quali saranno le implicazioni legate al mondo delle telecomunicazioni?

Nel campo delle Tlc le comunicazioni sicure sono sempre più importanti e grazie all’uso delle quantum technologies si potranno programmare oggi i sistemi del futuro. Sarà fondamentale mettere insieme comunità scientifica, accademica e industriale per la maturazione delle tecnologie e lo sviluppo di nuove missioni. Bisognerà poi giocare la partita dei big data spaziali con le attività di osservazione della Terra ad esempio per la gestione emergenze, la manutenzione delle infrastrutture, l’agricoltura di precisione, tanto per citare alcune delle potenzialità. Le tecnologie ad oggi già disponibili ci consentono analisi puntuali del nostro territorio e rappresentano un esempio concreto della cosiddetta ‘transizione gemella’, quella del mix green e digitale.

Quale ruolo giocherà Thales Alenia Space nella partita?

Thales Alenia Space è la più grande azienda manifatturiera tecnologica del settore Spazio e quindi ha il dovere di porsi con ruolo di guida e anche quello di attivare il coinvolgimento più ampio di filiera di Pmi e aziende innovative. Nelle Tlc vogliamo mettere a frutto l’esperienza di 40 anni: l’Italia è stato il primo Paese europeo a lanciare un satellite artificiale e a sperimentare le frequenze via satellite, ora vogliamo guidare i consorzi in grado di spingere evoluzione. Ma serve l’innesto di nuove tecnologie, come ad esempio quelle della generazione crypto e quantum. Nell’osservazione della Terra, la nostra leadership è indiscussa soprattutto nel campo dei radar, siamo primi contraenti di Rose-L (in banda L) e sono in costruzione i satelliti Sentinel 1C e 1D in banda C.

Ha accennato alle space factory, di cosa si tratta?

Le attività legate alle space factory sono molto consistenti e non a caso noi amplieremo i nostri centri di integrazione. L’idea è avere centri di produzione orientati al futuro, hub digitali in cui si integreranno satelliti con tecnologie e piattaforme per la modellizzazione e test virtuali a cui saranno connessi i nostri stabilimenti e filiera. Si tratta di vere e proprie fabbriche del futuro  e auspichiamo che possano attrarre investimenti a livello mondiale anche per la produzione di costellazioni e mega costellazioni. Nel 2022 lanceremo il nostro progetto di space factory. E il prossimo anno sarà determinante anche per tutta un’altra serie di attività. Dovrebbero concludersi la fasi B delle iniziative in corso nell’ambito di Copernicus , Cimr e Rose-L nonché le fasi B del Lunar Gateway. Nel 2022 entreremo nel vivo della missione ExoMars, siamo primi contraenti includendo il rover europeo su Marte che grazie alla trivella spaziale costruita da Leonardo consentirà l’estrazione di per campioni del suolo marziale fino a 2 metri di profondità, un’assoluta prima mondiale.

Si discute molto della questione delle competenze. Nel digitale il mismatch fra domanda e offerta è enorme. Vale anche nel settore Spazio?

Intanto mi lasci dire che nonostante l’impatto del Covid in Thales Alenia Space abbiamo accresciuto l’organico e continueremo ad assumere. E se l’Italia oggi è in grado di raggiungere traguardi importanti nelle attività spaziali è perché ci sono ottime competenze nei poli universitari. Ma oggi il mondo del lavoro è più dinamico e mobile anche verso l’estero quindi le aziende devono essere sempre più attrattive. Ecco perché da tempo abbiamo accordi con le principali università italiane che hanno dato e stanno dando frutti importanti. Il digitale e l’intelligenza artificiale impongono nuove competenze. E lo spazio e il digitale sono i due ambiti che determineranno una vera e propria rivoluzione sia nel settore delle tecnologie sia dei servizi. Ecco perché bisogna puntare sui nativi digitali e quindi sui giovani e le nuove professionalità. Fondamentali poi sono le partnership con l’obiettivo di cogliere le istanze e avviare collaborazioni lungo tutta la catena del valore. Altra dimensione di crescita importante è quella dell’orbita bassa terrestre, uno spazio delicato: anche qui mettendo insieme competenze tecnologie e sistemistiche l’Italia potrà giocare un ruolo importante. Per non parlare poi della sfida della robotica.

Cosa ne pensa delle deleghe sullo Spazio in capo al ministro Colao?

Lo Spazio non è ascrivibile a nessun dicastero: lo Spazio è difesa, sviluppo economico, ricerca, supporto all’agricoltura ma la ‘casa’ della Transizione digitale è ideale per cogliere le nuove opportunità.

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