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Bernabè alla Ue: ‘Difendere chi investe nelle reti’

“Ci sono società come Google e Apple che competono nel settore delle Tlc lasciando a noi gli oneri degli investimenti”

15 Lug 2009

“Ci sono società fuori dalla Ue che competono nel settore delle
Tlc lasciando però a noi l'onore delle infrastrutture mentre
loro portano via risorse”. Franco Bernabè, Ad di Telecom Italia,
invita il nuovo Parlamento e la futura Commissione europea ad
accendere subito i riflettori sulla questione delle regole in
materia di Tlc. In occasione di una serata organizzata
dall’azienda italiana a Strasburgo in onore dei nuovi deputati
europei, Bernabè ha fatto presenti le difficoltà in cui per la
prima volta versa seriamente il comparto delle Tlc.

“L'industria delle Tlc vive un momento complesso e nuovo – ha
spiegato l’Ad di TI -. Eravamo abituati ad un mercato in costante
crescita, che offriva sempre nuovi prodotti, mentre ora nella prima
volta nella Ue ci troviamo in una saturazione di mercato o anche,
in alcuni Paesi, davanti a una flessione della domanda".
Inequivocabile il j’accuse nei confronti di aziende che
“approfittano” dei newtork per veicolare contenuti senza
partecipare agli investimenti.

“Nello scenario competitivo europeo sono entrati soggetti non
conosciuti prima come Google o Apple che lasciano a noi l'onere
delle infrastrutture mentre loro portano via risorse”. Onere
ingente se si considera che per la realizzazione delle nuove reti
– ha ricordato Bernabè – serviranno almeno 10 miliardi di euro
(nella sola Italia). “Siamo di fronte ad un nuovo ciclo che
necessità di un rilancio degli investimenti mentre assistiamo a
una forte pressione sulla generazione di cassa. La nuova
regolazione si deve confrontare con due esigenze: nel medio periodo
trasferire benefici ai consumatori e nel lungo dare alle imprese la
possibilità di competere. Speriamo ora di avviarci verso un clima
regolatorio favorevole per poter fare investimenti”, ha concluso
l’Ad di Telecom Italia.

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