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Colao contro Google: “E’ un monopolista”

“L’’80% della pubblicità online viene convogliato in un unico imbuto”. Da Barcellona l’affondo del numero uno di Vodafone: i motori di ricerca consumano banda senza retribuire le telco. La replica di Schmidt (Google): “Gli operatori abbraccino il mobile Web invece di considerarci dei nemici”

17 Feb 2010

“Gli operatori hanno bisogno di accedere a nuove forme di ricavi
dalle proprie reti, soprattutto in segmenti come la pubblicità, ma
ciò non è al momento possibile perché non viene garantita la
concorrenza. I regolatori devono intervenire, prima che sia troppo
tardi, su un mercato dominato da un unico player, Google, che
controlla la ricerca digitale ostacolando le società
concorrenti”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di
Vodafone Vittorio Colao, intervenuto al Mobile world congress di
Barcellona. Colao ha auspicato un immediato intervento delle
authority per assicurare una “più equa distribuzione del
revenue”.

Il momento è favorevole al cambiamento, secondo il Ceo di
Vodafone, con l’insediamento della nuova commissione europea
guidata dagli spagnoli e l’intenso dibattito in corso
all’interno della Federal communications commission americana
sulla net neutrality – che implica la rimozione delle limitazioni
su applicazioni e servizi di rete. Perciò, ha detto Colao, Usa e
Ue dovrebbero lavorare per garantire l’apertura dei mercati,
affrontando in particolare il nodo della “eccessiva
concentrazione nei settori della ricerca e
dell’advertising”.


"Riguardo a Google, vogliamo essere in grado di operare e fare
accordi liberamente lungo tutta la catena del valore”, ha
dichiarato Colao. “Il fatto che l’80% della pubblicità online
sia convogliato in un’unica direzione è un problema che dovrebbe
essere affrontato nel futuro dibattito sulla neutralità della
rete”. La Commissione europea e la Fcc americana dovrebbero
introdurre nuove regole in grado di “garantire la concorrenza a
tutti i livelli”.

La posizione dominante di Google non preoccupa solo Vodafone. Tutti
gli operatori di rete stanno cercando nuove fonti di revenue, man
mano che vedono restringersi le entrate da segmenti tradizionali
come voce e messaggi. Il colosso spagnolo Telefonica sta valutando
la possibilità di far pagare i motori di ricerca di Internet per
l’uso del suo network, come anticipato dal presidente e Ceo Cesar
Alierta in una conferenza trasmessa sulla tv spagnola Etb
all’inizio del mese. "I motori di ricerca usano le nostre
reti senza pagarci alcun pedaggio. Comodo per loro, ma non certo
per noi”, ha detto. Le ricerche online da siti come Google e
Yahoo!, ha proseguito Alierta, consumano parecchia banda sulle reti
degli operatori telecom. “Noi creiamo la rete, ci occupiamo
dell’assistenza ai clienti, dell’installazione e di tutto il
resto. Il sistema deve cambiare, ne sono certo”.

Colao sembra d’accordo: "Dobbiamo considerare l’intera
questione della portabilità delle applicazioni e di chi possiede i
dati una volta che sono stati pagati”. Secondo Colao si potrebbe
mettere in piedi un nuovo sistema, con l’aiuto delle autorità
preposte alla concorrenza, entro il 2015. Come ha spiegato l’Ad
di Vodafone: “Non si può far usare lo stesso network per il
traffico dati business e per scaricare canzoni allo stesso momento
e allo stesso prezzo. Dovremo segmentare la rete in diverse fasce,
con un sistema a 15-20 livelli”.

La risposta di Googe non si è fatta attendere. Intervenendo anche
lui alla kermesse spagnola il Ceo di Mountain View,
Eric Schmidt, ha invitato l'industria della telefonia mobile ad
"abbracciare il mobile Web", invece di considerare il
motore di ricerca come il nemico. Schmidt
ha spiegato che l'industria ha vissuto un momento storico
quando si sono uniti telefoni, servizi utili e reti in modo da
poterli gestire insieme. "Dobbiamo mettere a frutto la magia
della convergenza che permette di fare cose mao pensate prima – ha
puntualizzato il Ceo -.
Google dal
canto suo
sta guidando il traffico delle reti a beneficio
degli operatori".

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