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Colao (Vodafone): ‘I dati salveranno la redditività’

Ma bisogna investire nelle reti mobili e nei servizi

04 Mag 2009

Il calo della redditività nei servizi tradizionali? Verrà
compensato dall’incremento del traffico dei dati. Lo afferma il
ceo di Vodafone, Vittorio Colao, in una intervista rilasciata a
Massimo Muchetti del Corriere della Sera. Il calo dei margini
nella telefonia mobile “è un trend molto graduale, da
governare sviluppando il traffico dati. Negli Usa il cellulare
viene utilizzato per 600 minuti al mese, in India per 4-500 e in
Europa per 200 minuti. C’è spazio per rinnovare il
business”, spiega Colao.

Secondo il numero uno mondiale di Vodafone è necessario
“investire su reti e servizi per aumentare i consumi:
l’equazione dell’offerta comprende sì il prezzo ma anche gli
investimenti, la qualità e gli sviluppi del servizio”.

Per Colao, i nuovi leader del settore “verranno dall’India
per il numero e la creatività dei suoi cittadini e dalla Cina
per numeri e competenze, in specie di pianificazione”.
Concorrenti temibili, comunque, resteranno “Telefonica, Telecom
Italia, France Telecom, Deutsche Telekom, At&T, in Africa Mtn e
Zai, in India Bearti”.

Quanto alle reti di nuova generazione, “non si può consentire
agli ex monopolisti della rete fissa di realizzare nuove reti
chiuse ai concorrenti, né gli si può chiedere di investire
senza adeguati ritorni”. Un’equazione che secondo Colao si
può risolvere con due opzioni: “o l’incumbent fa il capofila
di un gruppo di operatori che contribuiscono in misura
proporzionale all’investimento, oppure si scorpora la rete in
modo strutturale”.

Altro tema affrontato da Colao nell’intervista al Corriere
della Sera è stato quello della redistribuzione delle frequenze
radio che in tutta Europa (in Italia non è ancora chiaro come)
verranno rese libere dal passaggio alla televisione digitale
terreste. “Ogni Paese, credo, dovrà redigere un piano per
rassegnare le frequenze in regime di neutralità tecnologica e
coordinandosi fra Paesi”. E in Italia? “Per l’Italia c’è
tutto il tempo di ragionare”.

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