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E’ ufficiale: Asstel esce da Confindustria Servizi

Il presidente Parisi annuncia attraverso una lettera a viale dell’Astronomia la decisione di “sganciare” l’associazione dal sistema Csit: “Ci mettiamo in proprio per un’azione di lobby più efficace”

14 Feb 2011

Asstel uscirà definitivamente da Confindustria Servizi Innovativi
per mettersi in proprio. Lo scrive oggi Dagospia.com, aggiungendo
che “Ibm e Microsoft scalpitano dalla voglia di mollare gli
ormeggi per ripetere il gesto della Fiat di Marpionne”.

Nel dettaglio, Dagospia scrive che Stefano Parisi, il 54enne
manager romano ex Fastweb (presidente di Asstel, l’associazione
che rappresenta i big delle telecomunicazioni ndr) “venerdì
scorso ha spedito a viale dell'Astronomia la lettera in cui
annuncia che Asstel uscirà definitivamente da Confindustria
Servizi per mettersi in proprio e per svolgere un'azione di
lobby più incisiva – scrive il sito – Questo gesto significa che
le grandi aziende di telefonia non hanno più voglia di perdere
tempo con le altre federazioni dell'informatica e dei media,
poiché esigono uno spazio e una politica più efficaci”.

“Adesso si tratta di vedere come si comporteranno i big
dell'informatica che fino a ieri camminavano fianco a fianco
delle imprese di telecomunicazioni – continua l’articolo – Si
sa già che gruppi multinazionali come Ibm e Microsoft scalpitano
dalla voglia di mollare gli ormeggi per ripetere il gesto della
Fiat di Marpionne. Meno sicuro è il comportamento degli altri
colossi dell'informatica italiani alcuni dei quali hanno un
bisogno fottuto di rappresentanza sui tavoli del governo per
salvare il proprio business”.

“Uno di questi colossi è Engineering – chiude Dagospia – il
gruppo romano dell'imprenditore Amodeo che ha 6.500 addetti e
almeno 2.000 consulenti esterni. In questo momento la società si
trova al centro di furibonde polemiche sindacali perché dopo aver
usato la cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale, sta
licenziando decine di dipendenti a Torino e in altre città
italiane”.