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L'INTERVENTO

Huawei, la campagna di Ren: “Nessun rischio con le nostre reti”

Dopo le rassicurazioni sulla cyber-security Usa il Ceo torna a parlare di affidabilità con il ministro delle comunicazioni della Nuova Zelanda: “Se l’acqua è inquinata, non è colpa del tubo che la trasporta”

10 Mag 2013

Patrizia Licata

Dopo le affermazioni sull’estraneità di Huawei a ogni minaccia alla cyber-sicurezza americana, il chief executive officer del produttore cinese Ren Zhengfei torna a ribadire che fare affari con la sua azienda non comporta alcun rischio.

L’eccezionale intervento davanti alla stampa (il Ceo si è sempre tenuto lontano dai riflettori) si è svolto a Wellington, in Nuova Zelanda, dove Huawei Technologies ha vinto un contratto con Telecom New Zealand per fornire attrezzature di rete Lte.

Il numero uno del vendor cinese ha partecipato alla sua prima conferenza stampa pubblica e, oltre a incontrare i giornalisti, si è rivolto direttamente al ministro delle comunicazioni della Nuova Zelanda, Amy Adams, assicurandole che le attrezzature di rete Huawei non rappresentano alcun pericolo per la cyber security.

“Non dovrebbe esserci così tanta preoccupazione” sulla cyber security in Nuova Zelanda, ha dichiarato Ren Zhengfei, secondo quanto riporta il BusinessDesk. “Il nostro business è simile a quello di chi costruisce condutture idriche”, ha spiegato Ren, “solo che I nostri tubi trasportano i dati e le informazioni. Ma se l’acqua che corre nei tubi è inquinata, non credo si possa ritenere responsabile il tubo che la trasporta”.

Il commento di Ren, mentre cerca di rassicurare la Nuova Zelanda, replica indirettamente ad Australia e Stati Uniti, che invece hanno tenuto il vendor cinese fuori dai contratti con i grandi carrier nazionali e le agenzie governative temendo un possibile cyber-spionaggio.