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STRATEGIE

Manfredoni (Juniper Networks): “Pronti a crescere ancora in Italia”

Gli accordi con i service provider e i mercati enterprise e finance. Le prospettive del 5G. “Semplicity e Multicloud”: parole chiave della convention Nxtwork 2018 di Londra, una prima per l’Europa

04 Dic 2018

Gildo Campesato

Direttore responsabile

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La filosofia non è certo nuova come insegna l’ossimoro di Leonardo da Vinci: “la semplicità è la suprema sofisticazione”. Nuovo ne è piuttosto il campo di applicazione: il cloud. O meglio il “multicloud” come a Juniper Networks amano definire le ultime evoluzioni della nuvola. Non a caso “semplicity” e “multicloud” hanno formato la coppia più gettonata al recente Nxtwork 2018 di Londra, primo appuntamento Emea di un evento che sino ad oggi la multinazionale californiana aveva sempre tenuto negli Usa. A conferma del ruolo crescente del vecchio continente nelle strategie del gruppo americano. E lo si vede anche dai numeri snocciolati da Ken Miller, cfo del gruppo: a fronte di un rallentamento negli Usa (-15% nel Q3), proprio l’Europa (+9%) manda segnali più che positivi. Anche perché il mercato europeo del cloud e delle reti, distribuito com’è, risente meno della stagionalità di investimento dei grandi cloud builders tipo Amazon, Google o Microsoft come invece avviene negli Usa.

Il messaggio lanciato a Londra è chiaro: in un mondo tecnologicamente sempre più complesso (si pensi alle molte versioni di cloud presenti contemporaneamente nelle piattaforme informatiche di molte aziende e pubbliche amministrazioni), Juniper Networks si propone come facilitatore di soluzioni che rendono semplice la gestione dell’It e delle comunicazioni: “La complessità la gestiamo noi, la semplicità la lasciamo ai clienti”, sintetizza Mario Manfredoni, da gennaio 2016 country manager per l’Italia di Juniper Networks e responsabile dello sviluppo dei mercati Enterprise e Telco  in Grecia, Cipro e Malta.

Lo incontriamo proprio a Londra. “Siamo in Italia dal 2000 – osserva – Allora erano appena in 4: due a Roma e due a Milano. Ora siamo 55: una crescita graduale ma costante. Abbiamo funzioni di vendita, customer service, marketing, supporto tecnico, amministrativo e finanziario.

Non sono numeri enormi.

Magari non le appariranno grandi numeri, ma sono numeri in crescita. Offriamo i nostri servizi a tutti i service provider più significativi, i TR1, ma anche a operatori minori. E poi va considerato che ci appoggiamo su una fitta rete di collaborazioni, a partire dai nostri due distributori Nuvias ed Esprinet. Abbiamo circa 300 partners resellers attivi tra cui nomi come ITD Solutions, Lutech, Sirti. Collaboriamo con IBM, con Ericsson sul 5G, con Accenture, con Atos per citarne solo alcuni. Non mancano rapporti diretti con i clienti finali, in particolare operatori per i quali la rete è un asset fondamentale. In Europa abbiamo sei esperienze di questo tipo, di cui due in Italia. Mi pare un bel risultato del nostro lavoro.

Collaborazioni che portano Juniper oltre la dimensione dei router.

Da lì siamo partiti nel 1996 con lo storico M40. Per noi i router restano un mercato importante, ma all’hardware abbiamo combinato soluzioni che puntano sui servizi e sul supporto al cliente. È diventato una l’“SP as a channel” pensato per realizzare con i service provider partnership di servizio al cliente finale. Il mercato sta cambiando: negli ultimi anni tutti i grossi progetti, privati o pubblici, sono transitati attraverso i service provider.

Ora è il boom del cloud.

Che ha cambiato il ruolo dei service provider. I servizi si sono aggiunti alla connessione e sono prepotentemente entrati in campo nuovi, potenti protagonisti come gli Ott. Juniper collabora con tutti: dalle telco a fornitori di cloud come Amazon, Google, Microsoft, Oracle.

Che tipo di collaborazioni?

Innanzitutto: ascoltiamo. Nel senso che cerchiamo di capire sino in fondo quali sono le esigenze di ciascun cliente per fornirgli soluzioni che soddisfino i suoi specifici bisogni. Il mercato degli Sp rappresenta il 65% circa delle nostre revenues. Il resto viene dal mercato enterprise, finanziario, education. SI tratta di settori nuovi che abbiamo cominciato ad attaccare anche in Italia.

Con che risultati?

Apprezzabili, direi. E riconosciuti anche a livello di gruppo. Le use case che abbiamo realizzato con Banca di San Marino e con Lepida hanno trovato un palcoscenico anche alla Nxtnetwork di Londra come lei ha avuto modo di verificare.

Insistete molto sul multicloud.

Il fenomeno è rilevante negli Usa, ma lo sta diventando anche in Europa e in Italia. Le aziende hanno necessità di operare in rete con più cloud distinti tra loro. Noi proponiamo servizi di monitoraggio e orchestrazione delle risorse diffuse da un unico punto centrale per garantire efficienza, performance, qualità dei servizi. Offriamo connettività, virtualizzazione, alta visibilità sulla rete, sicurezza agli attacchi esterni ma anche alle vulnerabilità interne. Il tutto in una logica di soluzioni aperte e non proprietarie così da assicurare l’interoperabilità fra prodotti di terze parti. Multicloud e semplicità, appunto. A Juniper Networks crediamo molto negli standard aperti.

È in arrivo il 5G.

È il futuro della rete mobile. Un futuro che non ci trova impreparati, se non altro perché il 20% delle revenues di Juniper viene investito in R&D. Siamo pronti a supportare gli operatori nel dispiegamento delle nuove reti 5G. Siamo fra i pochissimi ad avere un prodotto come l’MX nativamente sliced, in grado di gestire contemporaneamente controllo e separazione dei servizi. Abbiamo già attivato attività di slicing presso alcuni service provider. Anche in Italia. Al di là del 5G, pensiamo che in Europa i mercati cloud, service provider ed enterprise da noi aggredibili valgano complessivamente 12.6 miliardi di euro. Ne approfitteremo per crescere ancora. Anche in Italia, ovviamente.

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