Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Microsoft licenzia ancora. E’ crisi?

La “sforbiciata” riguarderebbe centinaia di posti di lavoro per ciascuna sede dopo i 5.800 posti tagliati nel 2009

08 Lug 2010

C’è forse la difficoltà ad affermarsi sul mercato degli
smartphone dietro la decisione di Microsoft di mandare a casa parte
della sua forza lavoro. L'azienda starebbe preparando una
riduzione del personale, anche se di entità contenuta. Il 30
giugno si è chiuso infatti per Microsoft l’anno fiscale (i
risultati saranno resi noti il 22 luglio) ed è tempo di rivedere
le varie aree.

Nel 2009 Microsoft ha eliminato 5.800 posti di lavoro, la prima
ondata massiccia di licenziamenti della sua storia. Stavolta il
gruppo si fermerebbe a qualche centinaio di dipendenti. La stampa
americana fa notare che Microsoft non ha contattato l’Employment
security department statale per dare conto dei licenziamenti, come
impone di fare la legge federale (Worker adjustment retraining and
notification Act) e questo vuol dire che i tagli si manterranno
sotto la soglia che rende la notifica necessaria, ovvero, per le
grandi imprese come Microsoft, 500 dipendenti per ciascuna sede.
Attualmente l’azienda impiega, in tutto il mondo, 88.596
persone.

Come l’anno scorso, però, se da un lato Microsoft licenzia,
dall’altro tornerà ad assumere, in settori strategici: due
trimestri fa ha reclutato 1.800 persone, lo scorso trimestre ne ha
fatte entrare altre 2.100. Quali le nuove aree in cui occorre
personale qualificato? Secondo Il Sole 24 Ore, Microsoft è pronta
a rilanciarsi in autunno con un nuovo piano d’attacco sul mercato
della telefonia mobile introducendo i suoi primi smartphone con
sistema operativo Windows Mobile 7. Reduce dal flop di Kin,
ritirato dalla vendita a poco più di un mese dal lancio, la
società di Bill Gates non molla la presa.