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STRATEGIE

Recchi: “Piano Telecom funziona, parleranno i conti”

Il presidente: “Il turnaround dell’azienda marcia a pieno ritmo. Saremo leader tecnologici”. Su Metroweb: “Non averla acquisita non cambia lo scenario”

15 Lug 2016

F.Me

“Il mercato ha i suoi meccanismi. Chiedeva il cambio di passo, che abbiamo realizzato con l’arrivo del nuovo amministratore delegato, Flavio Cattaneo. In soli dieci giorni. Il turnaround dell’azienda marcia a pieno ritmo. Stiamo lavorando su molti fronti. La discontinuità è un fatto e i dati del 26 luglio parleranno”. E’ quanto afferma il presidente di Telecom, Giuseppe Recchi, in una intervista al Corriere della Sera nella quale sottolinea che “quando si parla di Telecom bisognerebbe distinguere la fiction finanziaria dalle cose che facciamo. Che sono molto più interessanti”.

“Una cosa è parlare della rete, una cosa è gestirla, come facciamo noi. Sembra una cosa facile, ma non lo è. Sa cosa vuol dire effettuare 60 milioni di interventi l’anno sulla rete? Anche questo è Telecom. Delle volte ho la sensazione che manchi questa percezione”.

Sulla debolezza del titolo in Borsa, Recchi rileva che “Telecom è una blue chip e risente dell’effetto Paese, ma l’importante è restare disciplinati sui fondamentali, i risultati e il lavoro che stiamo portando avanti. Vogliamo restare il punto di riferimento tecnologico dell’Italia. La porta d’accesso degli italiani alla vita digitale. E lo stiamo facendo su tutti i fronti. Il lavoro con Cattaneo va avanti molto bene”.

“Qualcuno ogni tanto lo dimentica, ma siamo il primo investitore del Paese con un piano di 12 miliardi in tre anni – dice il presidente – Quattro miliardi all’anno di fondi propri. Dentro c’è il futuro, la connessione veloce, lo sviluppo delle città. In questi giorni sto avviando una serie di incontri con i sindaci, con cui condividere come far crescere insieme le loro città”.

Recchi inoltre sottolinea di non essere preoccupato per la concorrenza di Metroweb e per l’annunciato ingresso dei francesi di Free sul mercato italiano. “Tim ha 11,5 milioni di chilometri di fibra e ne posiamo 305 chilometri ogni ora, 7 giorni su 7. Metroweb ha circa 100 dipendenti ed è presente a Milano. Noi siamo 66 mila. Solo adesso si sta espandendo in città come Torino, Roma e Genova. Non averla acquisita non cambia lo scenario”.

Sula presunta posizione dominante di cui è “accusata” Telecom, Recchi non ha dubbi. “Il nostro è da tempo un mercato regolato e la situazione attuale è frutto di scelte strategiche fatte dalla politica in passato – dice ancora il presidente di Telecom – come la decisione di non portare in Italia la tv via cavo per la quale venne interrotto nel 1998 un investimento di 12000 miliardi di lire. Oggi noi stiamo lavorando per rendere il Paese e le aziende sempre più competitive. Entro il 2018 copriremo l’84%. E stiamo sperimentando i mille mega in cinque città. Enel non ha ancora iniziato, quando verrà ne parleremo…”.

“Noi vogliamo essere protagonisti del cambiamento del Paese. Abbiamo questa ambizione – prosegue -. E’ nella nostra natura e
lavoriamo ogni giorno con questo obiettivo. Certo, veniamo da un periodo complicato. Ma adesso la situazione è stabile. In fondo le aziende sono come i Paesi, funzionano meglio se sono stabili”.


Su Niel, il presidente Telecom indica che “se guardiamo al mercato mobile, siamo tra i Paesi più avanzati d’Europa con un tasso di copertura che arriverà al 98% nel 2018. In Francia, il Paese nel quale opera Iliad, sono ben al di sotto dell’80%. E ci stiamo preparando per il 5G, che servirà ai semafori intelligenti, all’auto che si guida da sola, all’internet delle cose. Il telefonino diventerà la porta d’accesso per tutto. Anche di cose che ora non immaginiamo neppure. Telecom non è il problema, ma la soluzione della sfida tecnologica che abbiamo davanti”.

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