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Scandalo China Telecom, via il patron Xiaobing

Dopo l’arresto per corruzione, il plenipotenziario rassegna le dimissioni da tutti gli incarichi. Secondo la stampa locale avrebbe anche sfruttato la precedente esperienza in China Unicom per corromperne i dirigenti

30 Dic 2015

Andrea Frollà

Arrivano le dimissioni del patron di China Telecom. Chang Xiaobing, accusato di corruzione nell’ambito di un’inchiesta resa nota appena 3 giorni fa e arrestato lunedì, si è dimesso lasciando le cariche di presidente, direttore generale ed esecutivo. La decisione dell’ormai ex plenipotenziario della compagnia cinese di telecomunicazioni è stata pubblicata sul sito della società e della Borsa di Honk Kong, dove è quotato il gruppo.

Il coinvolgimento nell’inchiesta era stato ufficializzato dalla Commissione centrale d’ispezione disciplinare del Partito comunista cinese nella giornata di domenica. Nessun riferimento specifico alle accuse se non un’indicazione vaga di “per gravi violazioni disciplinari”. Un’espressione che però in Cina equivale ad atti di corruzione.

Indiscrezioni di stampa locale hanno avanzato l’ipotesi di un rapporto tra l’inchiesta con il precedente incarico di Chang in China Unicom, sostenendo che dirigenti di quest’ultima avrebbero accettato soldi e sesso in cambio di interventi su dossier relativi a trattative e contratti.

Il 58enne Chang Xiabing è stato infatti presidente di China Unicom, secondo operatore mobile cinese, prima di diventare il patron assoluto di China Telecom ad agosto 2015. La telco ha tenuto a comunicare, rivolgendosi soprattutto ai mercati, che l’operatività resta normale.

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