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PRIMO PIANO

Tim, Cdp verso il 10%. Ma c’è un fondo “segreto” che può sparigliare le carte

Cassa depositi e prestiti pronta per l'”upgrade” entro il 20 marzo. E secondo rumors un investitore internazionale starebbe per aumentare il proprio peso in vista dell’Assemblea. Una mossa a favore di Vivendi?

06 Mar 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Un fondo di investimento internazionale avrebbe deciso di rafforzare “pesantemente” la propria posizione in Tim. È questa la notizia che circola da alcune ore. Le generalità del fondo in questione al momento sono top secret, quindi non è possibile capire chi beneficerebbe realmente dell’operazione, se l’azionista di maggioranza Vivendi con il 23,94% delle azioni (ma di minoranza in Assemblea con 5 consiglieri su 15) oppure gli americani di Elliot “appoggiati” da Cdp nell’ambito del “dossier scorporo”. E non a caso Cassa depositi e prestiti – azionista di Tim con il 7,1% (dal precedente 4,9%) e di Open Fiber al 50% insieme con Enel – si starebbe preparando, sempre secondo rumors, a salire al 10% in vista dell’Assemblea convocata per il 29 marzo in cui all’odg, oltre all’approvazione del bilancio 2018, c’è la proposta di Vivendi per la revoca di 5 consiglieri (in capo a Elliott) e la nomina di altrettanti consiglieri indipendenti.

Proprio i rumors su Cdp – il cui cda si riunisce oggi – starebbero impattando sul valore del titolo Tim: i volumi di scambio sono tornati a salire e nella giornata di ieri è passato di mano l’1% del capitale ordinario con prezzi ai massimi da due mesi e mezzo a 55 centesimi per azione. Stando alle indiscrezioni la Cassa potrebbe formalizzare l’”upgrade” al 10% entro il 20 marzo, data utile per avere voce in capitolo all’Assemblea di fine mese e per spingere le trattative in merito all’aggregazione degli asset di rete di Tim con quelli di Open Fiber.

Le due società hanno già avviato un tavolo di lavoro congiunto per discutere una serie di iniziative, a partire da quelle commerciale ma anche per valutare nel concreto l’operazione “fusione”. L’esito dell’Assemblea però non è così scontato. E nemmeno il “posizionamento” di Cdp. I francesi di Vivendi fino a poco tempo fa totalmente contrari all’ipotesi di scorporo avrebbero rivalutato il dossier nell’ipotesi che prevederebbe la costituzione di una Netco che oltre agli asset di Open Fiber includerebbe quelli di FlashFiber, la newco che vede in campo Tim e Fastweb rispettivamente all’80% e al 20%.

I rumors relativi alle mosse degli azionisti stanno impattando anche sulle valutazioni degli analisti. Quelli di Mediobanca hanno confermato la raccomandazione Outperform sulle Telecom con target di prezzo a 0,76 euro, mettendo in conto “nuovi azionisti in vista”. Equita conferma la raccomandazione Buy con target di prezzo a 0,6 euro sul titolo Tim anche se valuta come di là da venire la “fusione” Tim-Open Fiber: “Pensiamo che il negoziato per una effettiva combinazione delle due reti sia piuttosto complesso e che richiederà tempo. Non escludiamo che possano nel frattempo essere definiti accordi tra gli operatori in modo da evitare duplicazioni di investimenti in vista di una possibile combinazione, sulla linea di quanto realizzato da Tim con Vodafone sul mobile”.

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