Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

STRATEGIE

Dossier Tim-Open Fiber, primo incontro tra Gubitosi e Ripa

Entra nel vivo la trattativa: in ballo gli accordi commerciali ma anche l’eventuale integrazione degli asset. Intanto continua il braccio di ferro tra Vivendi e le controparti: no dei sindaci revisori alla richiesta dei francesi di anticipare l’assise sulla governance a metà febbraio. Confermata la data del 29 marzo

05 Feb 2019

Entra nel vivo la trattativa tra Tim e Open Fiber. Oggi è previsto l’incontro tra Luigi Gubitosi ed Elisabetta Ripa: sul tavolo gli accordi commerciali ma anche l’eventuale integrazione degli asset con un focus su perimetro e  valore delle infrastrutture.

Ad oggi però non ci sono evidenze di ricavi o ebitda nè per Open Fiber nè per la Netco di Tim, solo qualche proiezione degli analisti. In particolare Mediobanca Securities ha valutato per il “wholesale” di Tim un ipotetico ebitda di 1,8 miliardi e ricavi per 3,6 miliardi, dei quali la fibra rappresenterebbe meno del 10 per cento. Nessuno dei precedenti amministratori ha mai speso numeri e gli analisti sperano che Gubitosi finalmente alzi il velo. Anche la controllata di Enel e Cdp è stata finora avara di numeri e gli analisti di Mediobanca Securities hanno potuto solo fare delle ipotesi, immaginando ricavi intorno a 85 milioni di euro e un ebitda di circa 50 milioni, con un valore della società che corrisponde soprattutto al ‘commitment’ che ha di sviluppare la rete con un progetto di investimenti da 3,5 miliardi.

Ci sono circa 5 milioni di abitazioni connesse con tecnologia Fiber to the home da Open Fiber (3 milioni sono quelle raggiunte da Fastweb e altrettante da Tim) ma nessuno sa però quanti siano i reali clienti con i dati sulla penetrazione della fibra in Italia ci lasciano agli ultimi posti nella classifica europea (complessivamente sarebbero solo 6,4 milioni le linee ultra veloci attivate in Italia).

Il tavolo parte mentre sale le tensione tra i soci Tim in vista dell’assemblea. Strada sbarrata per Vivendi che, nel tentativo di anticipare a metà febbraio l’assemblea sulla governance, aveva denunciato il board per omissione. I sindaci hanno avviato un’istruttoria che è ancora in corso ma, come nelle attese, hanno dato una prima risposta che conferma la data dell’assemblea al 29 marzo, in un’unica convocazione insieme a quella sul bilancio.

I francesi dovranno prepararsi ad incassare dunque un altro no. Maggiori dettagli si avranno con la relazione annuale che accompagna il bilancio ma per ora “non sussistono i presupposti per esercitare i poteri vicari di convocazione di una specifica assemblea ex art. 2367” rispondono i sindaci alla denuncia del 23 gennaio.

La media company francese rilancia le accuse a Elliott che avrebbe fatto profitti “per 300 milioni di euro” con “tecniche di ingegneria finanziaria”. Vivendi fa riferimento al “collar’ sul 4,9% degli statunitensi, un derivato che copre il fondo dalle eventuali perdite su quella quota, ma ne annullerebbe anche i guadagni.

Intanto Pietro Labriola, già braccio destro dell’ex amministratore delegato di Tim Brasil, Stefano De Angelis, rientrerà nel gruppo come consigliere di amministrazione. E’ quanto si apprende da fonti finanziarie. Sotto la direzione di Amos Genish come amministratore delegato di Telecom, i vertici italiani di Tim Brasil erano stati sostituiti da manager locali. Al posto di De Angelis era stato scelto Sami Foguel; a ottobre scorso Labriola, che ricopriva il ruolo di chief operating officer, aveva lasciato l’azienda.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Approfondimenti

O
open fiber
T
TIM
V
vivendi

Articolo 1 di 5