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Vodafone: ‘Negli investimenti lo Stato non favorisca singole imprese’

L’operatore è convinto che  vanno bilanciate spinta all’investimento e livello di concorrenza senza rimonopolizzare il mercato per realizzare reti di nuova generazione

11 Giu 2009

''L'Italia ha una industria delle Tlc tra le più
avanzate al mondo. Nel mobile questo è frutto di una forte
concorrenza. Vodafone ha investito moltissimo in Italia, dal
'94 15 mld di euro, e lo sta facendo anche nelle Tlc fisse dove
però la rete è nel controllo di un solo operatore''. Lo
ha dichiarato oggi Bianca Maria Martinelli, direttore affari
pubblici e legali e consigliere di amministrazione di Vodafone
Italia, on occasione dell'VIII* Forum delle Tlc di Business
International.

'Oggi ci dobbiamo chiedere con quale assetto dobbiamo
affrontare la realizzazione di una rete di nuova generazione. Di
certo vanno bilanciate spinta all'investimento e livello di
concorrenza senza rimonopolizzare il mercato – ha proseguiito la
Martinelli – Dal punto di vista regolatorio dobbiamo dire no a
'regulatory holidays'. L'Agcom ha un ruolo cruciale, di
enorme responsabilità nel definire le corrette condizioni
economiche di accesso. Mai come oggi le scelte dell'incumbent
possono condizionare tutto il sistema delle Tlc, la concorrenza e
l'investimento degli operatori alternativi''.

''Abbiamo anche di fronte una decisione sui tempi: quanto
deve durare la rete in rame è un'altra scelta importante nelle
mani dell'incumbent. Infine, l'intervento pubblico: sia
nelle aree in digital divide, dove si puo' intervenire con
tecnologie fisse o mobili, sia come sostegno allo sviluppo di Ngn
deve essere efficiente e 'terzo' rispetto alle imprese,
senza privilegiare nessuno'', ha concluso.