Candiani: "Rinascimento cloud"

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Il direttore Marketing & Operations di Microsoft: "Social, mobile, business intelligence, servizi legati ai dati. Questi i trend 2013. Crescerà più rapidamente chi combinerà questi fattori, magari sulla nuvola. Non si tratta solo di tecnologia, ma di un modo completamente nuovo di lavorare"

di Dario Banfi

Andata avanti per mesi senza amministratore delegato - nominato da poche settimane - Microsoft Italia deve sicuramente la sua forza alle persone che vi lavorano e alle seconde linee, dirigenti e manager del Leadership team che hanno saputo mantenere la rotta in un periodo davvero complesso per l’IT. Tra queste c’è Silvia Candiani, Direttore Marketing e Operations di Microsoft, un ruolo chiave per il successo della filiale italiana.

Come è arrivata in Microsoft?

Il mio percorso professionale è iniziato 20 anni fa. Dopo una laurea in Economia in Bocconi e un Mba all’Insead sono entrata in McKinsey come consulente associato per i settori Tlc, Media e Banking, passando poi in Vodafone, o meglio allora era Omnitel, dove ho maturato 11 anni d’esperienza e ricoperto il ruolo di Mobile Consumer Marketing Director. In Microsoft sono arrivata nel 2010 e ho seguito, in continuità con la mia specializzazione, il mondo consumer, da Msn a Hotmail, dalla raccolta pubblicitaria a pc e smartphone. Da un anno mezzo sono, invece, alla direzione del Marketing e delle Operations come general manager che coordina tutte le aree di business.

Cosa ha portato nel mondo del software dalle Tlc e dal settore della consulenza?

Le mie prime esperienze mi hanno insegnato a ragionare “a monte dell’Ict” e a capire come fare business development a livello organizzativo, strategico e direzionale, e quando inserire le tecnologie come leva di sviluppo. Gli anni in Vodafone mi hanno abituata, invece, a cercare la continuità nel cambiamento continuo e a crescere progressivamente nel mondo del marketing, fino a diventare direttore di una delle prime cinque società per investimenti in quest’area. L’esperienza in Microsoft è molto simile, molto imprenditoriale. Qui le persone hanno la possibilità di fare la differenza in un settore che oggi cresce.

Cresce?

Sì, quello che è avvenuto negli anni Ottanta e Novanta per le Tlc sta accadendo in questo periodo nell’IT sul fronte di Internet e dei sistemi cloud. È un mercato in forte fermento, in cui occorre porsi sulla linea di crescita e capire come rendere più veloce la penetrazione di queste tecnologie. È una bella sfida.

Tra l’altro vissuta in un ambiente di lavoro considerato ottimale…

Sì. Microsoft è appena stata nominata “Large Companies Best Workplace 2013”.

Perché secondo lei?

È un’azienda che rispetta le persone e le aiuta a sviluppare il proprio potenziale, puntando sul merito in maniera trasparente, favorendo il lavoro flessibile. A inizio anno, per esempio, si fissano obiettivi individuali e poi li misuriamo. È tutto molto chiaro e non si fa carriera per amicizia, ma in base ai risultati. Questo libera energia positiva ed elimina le conflittualità interne. Inoltre, possiamo lavorare anche a distanza o da casa. Gli strumenti non ci mancano e le riunioni si fanno tranquillamente in videoconferenza. Basta concordarlo con i propri responsabili. Tra l’altro condividiamo i calendari anche in gruppo. Tutto questo è vissuto come normale: abbiamo accettato, a livello culturale e aziendale, che le persone possano essere totalmente flessibili. L’importante è che raggiungano i risultati.

Questo aiuta la conciliazione con la vita familiare, soprattutto per le donne…

Sì, chi ha la necessità di andare a prendere i figli alle quattro del pomeriggio, lo fa senza sensi di colpa perché sa di potersi ricollegare da casa con il proprio pc. A parte questo, l’attenzione alle donne è molto elevata sia rispetto all’equilibrio nelle posizioni di vertice sia nelle politiche legate alle selezioni. I candidati interni ed esterni per i piani di carriera e sviluppo devono sempre essere al 50% donne e spesso superano per meriti questa percentuale.

È vero che lei guida una “squadra cloud”?

Sì. Sono persone dedicate che operano in diverse aree aziendali. Hanno il compito specifico di accelerare il business verso il cloud. Questo è comunque un obiettivo aziendale: alcuni Kpi in base ai quali ognuno di noi viene valutato riguardano proprio la velocità con cui riusciamo a muoverci verso il cloud.

È la squadra che gioca comunque le partite più importanti?

Sì. La nostra focalizzazione è lì, anche perché il cloud è davvero “rivoluzionario”. Rende disponibili i nostri software su tutti i device indipendentemente da dove ci troviamo. Office 365 consente, per esempio, l’accesso all’e-mail, alle mie presentazioni o ai file Excel ovunque e mi consente di continuare a lavorare con il mio team indipendentemente da dove mi trovo. Non è soltanto tecnologia, ma un modo nuovo di lavorare.

E quali altri obiettivi ha Microsoft per il 2013?

Quest’anno punteremo sui device: pc, tablet, smartphone e Xbox, insieme con alcuni partner. Per la prima volta faremo marketing legato ai dispositivi e ai computer. Prima parlavamo soltanto di Windows, ora facciamo promozione insieme ad Hp, Samsung, Lenovo ecc.

Quali trend aspettarsi nel 2013?

In testa ci sono il social - compreso quello enterprise, che facilita la comunicazione con clienti e fornitori - e il mobile, oltre allo sviluppo della businesss intelligence e dei servizi legati ai dati. Chi combinerà questi fattori, magari in cloud, crescerà più rapidamente. Anche il Crm è in forte crescita sia come salesforce automation sia come relazione con clienti. Fidelizzare gli stakeholder in tempo di crisi è oggi una priorità. La crescita riguarderà comunque anche il mondo digitale e Web, l’e-commerce e il private cloud.

Microsoft ha iniziative legate al business al femminile?

Da alcuni anni abbiamo il programma “Futuro al femminile” che scommette sullo sviluppo del talento femminile grazie alla tecnologia, e facciamo formazione alle nuove imprenditrici che devono imparare come governare processi legati all’IT. Più in generale stiamo comunque molto attenti alle azioni promosse verso l’esterno: nell’aiutare le start up, per esempio, o quando offriamo mentorship o spazi gratuiti a new venture ci assicuriamo che le categorie meno rappresentate, come giovani e donne, abbiano uguale accesso alla opportunità e alle tecnologia, proprio perché le riteniamo un mezzo di riscatto sociale.

Ha un “sogno tecnologico” nel cassetto?

Mi piacerebbe che fossero sviluppate di più le “interfacce naturali”. Un domani avremo dispositivi dappertutto, il tavolo di casa diventerà un tablet, il giornale sarà soltanto digitale. Il sogno è di guadagnare maggiore libertà grazie all’ubiquità della rete e al cosiddetto “Internet delle cose” per lavorare ovunque con la massima produttività.

Passa più tempo al telefono, al pc o in riunione?

In riunione, di persona o in videoconferenza.

Che telefono usa?

Ho un Nokia Windows Phone 920, è uno smartphone con Office 365, Outlook per la posta, applicazioni di ogni genere, compresi tool per gestire musica ed entertainment.

Quando lo spegne?

Nei week-end, quando tendo a non lavorare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 04 Febbraio 2013

TAG: silvia candiani, microsoft, mckinsey, vodafone, msn, hotmail, office 365, samsung, lenovo, hp, xbox, windows

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